INFORM - N.105 - 31 maggio 2010


ESTERI

Attacco israeliano alle navi degli attivisti cariche di aiuti dirette a Gaza. La Farnesina esclude che vi siano vittime fra i nostri connazionali

Frattini: “La democrazia israeliana deve dare una risposta chiara per continuare ad essere credibile al tavolo della pace con l'autorità palestinese”

Mantica: “Iniziative come la forzatura del blocco navale intorno a Gaza rendono più impraticabile la strada del dialogo”

 

ROMA – “L’amicizia è un privilegio e una responsabilità: il privilegio di poter trovare ascolto, la responsabilità di dire quel che si pensa, senza nascondersi. Posso quindi dire agli amici di Israele che hanno oggi commesso un errore grave cui bisogna assolutamente porre rimedio”. Così il ministro degli Esteri Franco Frattini, sul suo profilo di Facebook, dopo il sanguinoso attacco israeliano alla flottiglia di attivisti che cercava di portare aiuti umanitari a Gaza.  “Le proteste – prosegue Frattini - anche le più fastidiose, anche quelle animate da spirito di fazione non vanno combattute con le armi, non valgono il prezzo della vita. C’è chi non vuole la pace e soffia sul fuoco ogni volta che la pace si avvicina; c’è chi cerca di trarre vantaggio e trovare proseliti anche da quest'ultimo grave incidente, su cui va fatta assolutamente luce con un’inchiesta rapida e completa”.

“La democrazia israeliana deve dare oggi una risposta chiara per continuare ad essere salda e credibile al tavolo della pace con l'Autorità palestinese” conclude il ministro degli Esteri. Oggi Frattini parlando con la stampa ha spiegato che il suo capo di gabinetto Pasquale Terracciano “ha già parlato questa mattina con l’ambasciatore israeliano a Roma e ha chiesto spiegazioni”. Il ministro ha aggiunto che l’ambasciatore “si è rimesso al rapporto ufficiale del portavoce dell’esercito israeliano”.

La Farnesina conferma la presenza di italiani fra gli attivisti  ma esclude che ve ne siano tra le vittime.Frattini ha detto che i connazionali non risultano coinvolti nella sparatoria che ha provocato morti e feriti: “Non ci sono italiani su quella nave”, ha spiegato riferendosi all’imbarcazione turca attaccata dall’esercito israeliano. Sarebbero almeno cinque gli italiani nella missione umanitaria: la giornalista Angela Lano, del sito internet Infopal.it, il freelance e regista Manolo Luppichini, il tenore Joe Fallisi, il reporter Manuele Zani e il medico Angelo Stefanini. Con loro anche due cittadini palestinesi residenti in Italia.

Sull’accaduto è intervenuto anche il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica che, pur evidenziando la necessità di discutere l’operato israeliano, ha sottolineato come fosse impensabile credere che l’azione intrapresa dalle navi non innescasse una reazione di Israele. “Iniziative come la forzatura del blocco navale intorno a Gaza – ha proseguito Mantica – rendono più impraticabile la strada del dialogo”. (Inform)

 

 


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