ITALIANI ALL’ESTERO
Amato Berardi (Pdl): “Azione positiva del
governo sul rientro dei ricercatori italiani residenti all’estero”
ROMA - Il 25 maggio scorso è stata approvata nell’aula di Palazzo Montecitorio, con 485 voti favorevoli, la proposta di legge bipartisan che prevede incentivi fiscali per il rientro in Italia dei lavoratori, contrastando la cosiddetta fuga dei cervelli.
Destinatari degli
incentivi, sostanzialmente delle agevolazioni fiscali dal 1 gennaio 2011 fino
al 31 dicembre 2013 - spiega l’
I crediti fiscali possono essere ottenuti dai cittadini dell'Unione europea nati dopo il 1969 che siano laureati, abbiano risieduto in via continuativa per almeno 24 mesi in Italia e che abbiano avuto continuativamente negli ultimi 24 mesi un contratto di lavoro dipendente in un Paese diverso dall'Italia. I benefici spettano anche ai cittadini che abbiano risieduto in via continuativa per almeno due anni in Italia e abbiano svolto continuativamente negli due anni un'attività di studio in un Paese straniero conseguendo una laurea o un master. Il beneficio viene assegnato a condizione che i questi lavoratori vengano assunti o decidano di esercitare un' attività d'impresa o di lavoro autonomo in Italia e trasferiscano il proprio domicilio, confermando la residenza, in Italia entro tre mesi dall'assunzione o dall'avvio dell' attività. Il lavoratore decade dal diritto a fruire del credito d'imposta qualora, entro 5 anni dalla prima fruizione del beneficio, trasferisca la residenza o il domicilio fuori dall'Italia.
“Mi sento estremamente
soddisfatto per questa approvazione in Parlamento - di
“E’ preoccupante
– conclude Berardi – che i giovani debbano vedersi costretti ad emigrare all’estero,
a specializzarsi e a non voler più tornare a casa a causa della mancanza di
meritocrazia e della scarsa capacità di trattenere ma anche di attrarre intelligenze”.
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