INFORM - N.104 - 28 maggio 2010


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO 

Da “America Oggi”

New York. La Convention democratica candida Andrew Cuomo a governatore

 

NEW YORK - Tutto scontato, ma ora è ufficiale.

L'Attorney General dello Stato di New York, Andrew Cuomo, ha accettato la candidatura democratica a governatore nel corso della Convention del suo partito a Rye Brook, nella contea di Westchester.

Andrew Cuomo è figlio di Mario Cuomo che è stato governatore dello stato per 11 anni. Aveva annunciato la sua intenzione di candidarsi, praticamente senza rivali all'interno del partito, sabato scorso. Andrew Cuomo ha atteso la Convention democratica per annunciare l'ingresso in corsa in vista del voto di novembre. Il suo era un segreto di pulcinella: per mesi il figlio di Cuomo, dal 2007 Attorney General dopo esser stato a Washington negli anni Novanta ministro della casa e delle aree urbane con Bill Clinton, aveva lavorato dietro le quinte a costruire la sua campagna elettorale. Andrew, che ha imparato dal padre a muoversi tra i bizatinismi della politica newyorchese, non ha rivali tra i democratici, soprattutto dopo I passi falsi del governatore uscente David Paterson, travolto da accuse di incompetenza, mezzi scandali, indici di gradimento a picco e l'ostracismo della Casa Bianca.

Tra i repubblicani c'è ancora incertezza: il partito non ha ancora deciso se puntare su Rick Lazio, battuto a valanga da Hillary Clinton nella corsa per il Senato del 2000, o su un democratico di Long Island che di recente ha cambiato gabbana, l'ex District Attorney dellacontea di Suffolk, Steve Levy.

Andrew ha 52 anni ed è stato sposato con Kerry Kennedy, una delle figlie di Bob: il matrimonio, salutato all'epoca come la storica unione tra due dinastie del partito democratico, dopo tre figlie è fallito malamente e ora Andrew vive con Sandra Lee, una star di Food Network, la rete "tutta ricette" 24 ore su 24.

Durante il suo discorso Cuomo ha diffuso un video sulla sua piattaforma elettorale: a favore dei matrimoni gay, contro la corruzione e l'indebitamento pubblico. Affermando che lo stato guidato da suo padre è scaduto da "modello a disgrazia nazionale", Andrew ha dichiarato che New York ha bisogno di "sostanza, non di parole, di proposte basate sulla realtà, non sulla politica". Per Cuomo l'ingresso in pista ha già il sapore della rivincita: nel 2002 un primo tentativo di ereditare la poltrona dell'Amleto di Albany (così era stato soprannominato Mario per l'indecisione nel 1992) era fallito quando Andrew aveva fatto infuriare gli afro-americani di New York prendendosela con uno dei loro leader. L'anno dopo il matrimonio con Kerry era andato a pezzi tra i titoli cubitali dei tabloid. Cuomo aveva meticolosamente ricostruito il suo futuro vincendo l'elezione del 2006 per Attorney General statale al posto di Eliot Spitzer che era stato eletto governatore e che poi sarebbe stato travolto da uno scandalo a luci rosse, e da quella posizione riconquistando il favore dei leader politici e dell'opinione pubblica di New York.

"E difficile rimettersi in piedi. L'ho visto nella mia vita. Qualche anno fa ho corso per governatore e ho perso. Poi ho passato un periodo molto difficile nella mia vita privata. E' stata una pubblica umiliazione", ha detto Cuomo: "Tutti mi davano finito. Ma i newyorchesi mi hanno regalato una seconda chance".(America Oggi, 28 maggio/Inform) 

 

 


Vai a: