INFORM - N. 104 - 28 maggio 2010


MOVIMENTI

La Sinistra italiana in Svizzera aderisce alla manifestazione di protesta di Francoforte

“L’esigenza di rinnovamento delle politiche per gli italiani all’estero non deve divenire pretesto per lo smantellamento dei servizi”

 

BASILEA – Anche il Movimento per la Sinistra italiana in Svizzera parteciperà domani a Francoforte alla manifestazione di protesta contro i tagli alle politiche per gli italiani all’estero.

Oltre ai tagli, il Movimento stigmatizza la decisione del rinvio delle elezioni di Comites e Cgie al 2012, motivato dalla necessità di procedere preventivamente ad una riforma delle norme istitutive dei due organi rappresentativi degli italiani all’estero.

“Con lo stesso pretesto i Comites avevano già subìto una proroga dal 2009 al 2010. Questo ennesimo rinvio rischia di dare a questi organismi il colpo di grazia, - aggiunge la nota del Movimento in proposito - minandone alla radice funzionalità e credibilità democratica. Il voto alla scadenza ordinaria, oltre a rispettare le regole della democrazia, avrebbe costituito, in primo luogo per i Comites, un’importante occasione di rinnovamento e avrebbe dato maggiore impulso all’iter di riforma legislativa, che pure resta un passaggio importante ai fini di una complessiva ridefinizione della rappresentanza degli italiani all’estero”.

Il Movimento lamenta l’atteggiamento del governo nei confronti della rappresentanza degli italiani all’estero, i provvedimenti relativi alla rete consolare, “la drastica riduzione delle risorse alla lingua e alla cultura italiana, che determina la progressiva privatizzazione del servizio scolastico, i cui costi vengono caricati sempre più massicciamente sulle famiglie degli alunni”.

“Da tempo sosteniamo che le politiche per gli italiani all’estero debbano essere ricalibrate sulla base di una lettura aggiornata delle nostre comunità, dei loro bisogni e soprattutto delle enormi potenzialità che derivano dalla presenza capillare del patrimonio di lingua e cultura da esse veicolato in tutto il mondo. Non è però tollerabile – conclude la nota - che l’esigenza di rinnovamento diventi il pretesto per smantellare il complesso dei servizi costruiti da e per gli italiani nel mondo”. (Inform)

 


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