ITALIANI ALL’ESTERO
Visita di Frattini in Venezuela
Il discorso di benvenuto di Ugo Di Martino, membro del
CdP del CGIE per l’America Latina
Le preoccupazioni della comunità per la politica degli
espropri del governo venezuelano, la sicurezza e l’assistenza ai connazionali
più deboli
CARACAS – Nel suo discorso di benvenuto al ministro degli Esteri Franco Frattini, in occasione della visita del capo della Farnesina in Venezuela, il membro del Comitato di Presidenza del Cgie per l’America Latina Ugo Di Martino ha in primo luogo ricordato il grande senso di accoglienza del popolo venezuelano e la lungimiranza dei loro governanti che consentirono il rapido inserimento nella società dei nostri connazionali.
“Si può affermare
senza ombra di dubbio, - scrive Di Martino - che gli italiani contribuirono
a formare quella classe media e medio-alta, di cui il Venezuela era privo e
che è determinante per lo sviluppo di qualunque paese moderno”. “Nonostante
la nostra forte volontà, il nostro positivismo che sempre ci hanno caratterizzati
nei momenti difficili, - prosegue poi Di Martino entrando nei problemi dell’attualità
- siamo molto preoccupati per le nuove politiche intraprese dal governo Venezuelano
che sta trasformando l’economia del paese da liberale ad una economia chiamata
socialismo del 21.mo secolo, muovendosi su due filoni ben precisi: la politica
di sostegno alle classi più deboli e la politica di espropriazione di
industrie, aziende agricole, terreni, edifici ed altri beni considerati di pubblica
utilità, con l’ obiettivo di pianificare l’economia del paese. Il primo punto
– puntualizza Di Martino - è condivisibile, perchè finalizzato ad una migliore
distribuzione delle ricchezze del paese, ma obiettivamente debole nei risultati
di medio e lungo termine, in quanto l’ azione non è accompagnata da una altrettanto
forte politica di investimenti produttivi. Il secondo punto preoccupa maggiormente
la comunità , che ha subito già degli espropri e che vede andare in fumo il
lavoro di una vita. Inoltre si aggiunge il problema della criminalità diffusa
di tutti i tipi, che attanaglia il paese in un clima di paura e che vede coinvolti
in maniera notevole molti Italiani”. Alla luce di questa difficile situazione
da Di Martino viene chiesto al ministro Frattini un intervento presso le autorità
venezuelane finalizzato alla salvaguardia degli interessi economici dei nostri
connazionali colpiti dagli espropri. Auspicate dal consigliere del Cgie anche
ulteriori iniziative, come ad esempio un sollecito alle imprese multinazionali
italiane presenti in Venezuela finalizzato ad ottenere una maggiore collaborazione
con la comunità e le aziende locali colpite dalla crisi. Chiesta inoltre da
Di Martino una politica di sostegno per i connazionali più deboli, che eviti
ad esempio ulteriori tagli alle risorse per le polizze sanitarie, e per le imprese
che oggi soffrono l’impossibilità di reperire “valuta pregiata”, nonché
il rispetto del trattato previdenziale fra Italia e Venezuela che prevede il
pagamento delle pensioni venezuelane in Italia. Auspicate infine dal consigliere
del Cgie periodiche visite presso la comunità italiana in Venezuela di Commissioni
miste, parlamentari e non, che si adoperino per comunicare e collaborare con
le autorità locali e la nostra comunità. (