INFORM - N. 104 - 28 maggio 2010


ITALIANI ALL’ESTERO

Il ministro Frattini incontra i rappresentanti della collettività italiana a Caracas

Su “La Voce d’Italia” il resoconto del confronto tra il ministro degli Esteri e gli italiani residenti in loco sui sequestri di persona, gli espropri , le occupazioni, i tagli all’assistenza diretta e il sistema pensionistico

 

CARACAS – Dalle pagine de “La Voce d’Italia”, il resoconto dell’incontro del ministro degli Esteri, Franco Frattini - a Caracas per chiudere i lavori della II Commissione mista italo-venezuelana – con i rappresentanti della collettività italiana, avvenuto ieri presso l’Hotel Gran Melia.

Frattini, insieme all’ambasciatore d’Italia in Venezuela, Luigi Maccotta, il console generale di Caracas, Giovanni Davoli e a Pasquale Terracciano, ha incontrato rappresentanti del Cgie, alcuni membri dei Comites di Caracas, Puerto Ordaz e Maracaibo, insieme ad esponenti dei patronati e delle associazioni civili e regionali del territorio per discutere di alcune tra le tematiche più delicate per i connazionali residenti in loco, quali i sequestri di persona, gli espropri e le occupazioni, i tagli all’assistenza diretta e il sistema pensionistico.

“Conosco bene i vostri problemi. E sono qui per dare vere risposte, non indicazione generiche – ha detto il ministro. - Apprezzo il lavoro della collettività -  egli ha aggiunto, secondo quanto riporta il servizio di Monica Vistali. - Essa ha dato e dà ancora oggi un contributo essenziale allo sviluppo di un Paese amico quale il Venezuela, con cui come italiani siamo legati da vincoli antichi. Il vostro impegno fa onore all’Italia. Vi ringrazio - ha proseguito - per tenere vivo il senso di appartenenza ad una comunità apprezzata e stimata, perfettamente integrata e riconosciuta dalle autorità per la sua serietà ed il suo spirito costruttivo”.

A proposito dei sequestri di persona, Frattini ha evidenziato il buon lavoro svolto sino ad oggi dall’esperto nazionale antisequestri inviato dall’Italia, “unico governo – ha aggiunto - ad agire concretamente nel territorio latinoamericano” su questo fronte. “Molto probabilmente confermeremo sia la presenza dell’esperto che nuovi corsi di formazione rivolti al corpo di polizia venzuelano. Il tutto - ha specificato - inserito in un quadro di cooperazione più ampio per la lotta al crimine organizzato”.

Dalla sicurezza personale a quella delle proprietà, a rischio di esproprio per mano dello Stato, così come rilevano gli italiani vittime dei provvedimenti – incontrati dallo stesso Frattini nel corso della sua breve permanenza. “Si tratta di  provvedimenti in alcuni casi criticabili – segnala il ministro ai presenti in sala, evidenziando l’azione di sensibilizzazione svolta in proposito dalla delegazione italiana presente a Caracas nei confronti delle autorità venezuelane. “L’obiettivo - ha dichiarato Frattini - è garantire indennizzi effettivi, equi e tempestivi”.

Tra gli altri temi affrontati, il riconoscimento della patente di guida italiana – con l’auspicio di un prossimo accordo in merito – e i tagli alle risorse destinate ai connazionali in Venezuela. Frattini ricorda, però, a questo proposito, che “solo nel 2010 sono stati stanziati 300 mila euro per l’assistenza diretta, cui si aggiungono i 630 mila euro per l’assistenza sanitaria”. Auspica inoltre un “seppur limitato” recupero dei fondi, precisando che in quel caso “ il Venezuela sarebbe tra i primi Paesi a beneficiarne”.

In merito alla rete consolare, anche se si esclude – per motivi economici – la possibilità di istituire un terzo consolato di prima classe nel Paese, saranno attivati i viceconsolati onorari a Puerto La Cruz, Barquisimeto e Valencia, mentre si attende ancora il beneplacito del governo venezuelano per quello relativo a Ciudad Bolívar.

Frattini esprime infine grande apprezzamento per la decisione del Presidente Hugo Chávez, di sbloccare i fondi destinati alle imprese italiane in Venezuela, pagando ad esse in due tranche i crediti arretrati che ammontano ad 1 miliardo e 200 milioni di dollari.

L’intento è però coprire anche il mantenimento degli appalti delle imprese italiane nel 2011. A questo proposito,  il sottosegretario Scotti riassumendo il contenuto degli accordi siglati nel corso di questa visita, segnala al direttore de “La Voce” Mauro Bafile che “è in analisi un meccanismo di finanziamento che consenta di realizzare un programma di infrastrutture consistenti in Venezuela”. Ancora sul fronte economico, Roberto Castelli – attualmente vice ministro alle Infrastrutture - aggiunge che le aziende italiane avranno la possibilità di partecipare “come protagoniste al grande programma di infrastrutture del Venezuela, che dovrebbe aggirarsi su un importo complessivo di circa 120 miliardi di dollari”.

Tra i rappresentanti della collettività italiana presenti all’incontro, chi reputa la visita decisamente positiva per gli italiani del Venezuela e chi, invece, si domanda perplesso come verranno concretizzati i tanti propositi espressi.

Fra gli argomenti segnalati al ministro nel corso dell’incontro, Marisa Vannini, dell’Associazione Emilia Romagna del Venezuela, ha ricordato le conseguenze della perdita della nazionalità italiana, che non può essere trasmessa ai figli anche se riacquistata, mentre Johnny Margiotta, presidente di AGIV, ha illustrato le problematiche dei giovani italo- venezuelani, che vorrebbero avere maggiori possibilità per un rientro in Italia.

Il presidente della Casa d’Italia Franco Lualdi ha invece constatato la mancata attenzione al problema dei numerosi anziani italiani soli e in difficoltà nel Paese, penalizzati ulteriormente dai tagli all’assistenza destinata ai connazionali all’estero. (Inform)

 


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