ASSOCIAZIONI
Daniele Marconcini: diario
di viaggio dei Mantovani nel mondo con i lombardi del Paraguay
MANTOVA - Nel febbraio scorso sono andato in Paraguay
ad Asùncion con la nostra coordinatrice in America
Latina, Marta Carrer, per incontrare la neonata Associazione
dei Lombardi guidata da Alberto Poletti, giovane e
brillante avvocato di origine lombarda, reduce da alcuni anni di specializzazione
alla Università Sorbona di Parigi. Alberto era stato ospite dell'AMM l'anno
scorso per definire insieme le linee principali del futuro Statuto dell'Associazione
dei Lombardi in Paraguay, secondo le normative e i principi che regolano il
volontariato italiano. Eravamo curiosi di conoscere questo Paese caratterizzato
da una storia piena di passioni, di contraddizioni, di bizzarrie che fanno del
Paraguay una delle nazioni più affascinanti del pianeta ma anche uno dei paesi
più misteriosi e meno conosciuti. Una storia fatta da gesuiti spagnoli, da eretici
anabattisti e comunità utopistiche, ma anche da nazisti in fuga, cannibali e
dittatori tanto stupidi quanto longevi e feroci con una popolazione che mescola
indios
guaraní a spagnoli, irlandesi, tedeschi, australiani,
giapponesi e italiani (1), a una natura estrema e incontaminata dove prosperano
giaguari, armadilli, zanzare, pesci preistorici e piranha.
Tutto questo è stato ben raccontato, anche con un certo
humour, dal famoso scrittore -viaggiatore inglese John Gimlette, alla fine degli anni '90, che nell'evocare l'atmosfera
ora comica, più spesso tragica, ma sempre bizzarramente surreale del Paraguay,
lo ha definito come " il più grande importatore di whisky al mondo, trasformato
a fine '800 nella "terra delle donne" per avere avuto decimati tutti
gli uomini da una delle guerre più cruente che la storia ricordi. Un paese i
cui abitanti adorano Lady Diana e i maialini gonfiabili giunti da oltreoceano,
patria d'elezione della sorella di Nietzsche, rifugio dell'Angelo di Auschwitz
Mengele e che ha avuto come "imperatrice" una concubina irlandese
e che infine ha come passione nazionale la caccia ai tesori dell"'imperatore".
E ancora, un paese in cui sono stati svolti i lavori pubblici più grandiosi
dal tempo delle piramidi, e in cui corruzione e contrabbando sono pratiche di
governo, ma anche dove si chiama Scotland Yard per investigare sull'assassinio
del vicepresidente." Una nazione dove i grandi fatti della storia e i piccoli
fatti della cronaca, le ossessioni, i capovolgimenti e le stranezze fanno del
Paraguay un paese autenticamente esotico, dovel'unico
luogo introvabile è il luogo comune.
Io del Paraguay conoscevo solo quello che mi raccontavano
gli amici argentini e brasiliani. I primi sono infatti direttamente interessati
per la fortissima emigrazione "paraguaya" a Buenos Aires dove si stima una presenza,
forse esagerata ma non troppo,di un milione di persone, i secondi assieme agli
argentini erano e sono lo sbocco naturale di enormi traffici di merce di contrabbando
o contraffatta che il Paraguay ancora oggi "esporta" assieme ad
altri traffici ben più criminosi., provenienti soprattutto dal Dipartimento
di San Pedro e le città di Pedro Juan Caballero (nel
nord est) e Ciudad del Este (est del Paese). Nel corso di una missione AMM nella
città di Posadas di tre anni fa nello stato argentino
di Misiones ,confinante con il Paraguay ,ho potuto
verificare personalmente la presenza di molte attività illegali gestite dalla
criminalità organizzata. Nel paese si registrano anche frequenti delitti finanziari
e bancari (come truffe di vario tipo nel settore immobiliare perpetrate
sovente da imprese fittizie, sottrazione indebita di fondi, ecc.). Agli uomini
d'affari stranieri privi di persone di fiducia nel Paese si raccomanda sempre
di contattare le proprie ambasciate, prima di stilare dei contratti.
Eppure qualcosa sta finalmente cambiando. L'ho visto
immediatamente ad Asuncion dove ci ha accompagnati
Alberto Poletti . Una città dove regna una certa pulizia
lungo le strade, dove gli edifici governativi sono tenuti molto bene, dove vedi
dei palazzi nuovi delle compagnie straniere e dove non vedi invece mendicanti
o indigenti lungo le vie cittadine apparentemente calme, frequentate da gente
che mi appare molto rilassata con molti mercatini improvvisati di contadini
e commercianti ambulanti. E' il Paraguay che non ti aspetti anche se qualche
bizzarria ti appare immediatamente: dal nome dell'Aereoporto, intitolato a Pettirossi, (un giovane italo-paraguyano che fondò le forze aeree paraguayane) o come
quell'incomprensibile groviglio fatto di fili e di collegamenti elettrici
e della luce, privati e pubblici, che avvolge tutti gli edifici della
città come enorme foresta pensile sopra le nostre teste. A questo occorre aggiungere
un inaspettato caldo torrido, a dir poco equatoriale, che ti soffoca e ti impedisce
di uscire nel pomeriggio, arrivando a temperature che superano i 40° all'ombra.
Il traffico della città è molto basso e non conosce il
caos delle altre città latino-americane. Non vedi tracce di vigili urbani o
della polizia: solo pattuglie di militari che in assetto di guerra controllano
i pochi veicoli che girano, forse in cerca di droga o di merce illegale.
Alberto, dopo aver fatto tappa in albergo, ci ha portato
in un club della città, il Sajonia molto bello e fornito
di piscine e campi sportivi, frequentato da tante mamme e bambini e da molti
benestanti, che mi ha ricordato la nostra Canottieri a Mantova, e dove dopo
aver patito un caldo pazzesco, siamo stati investiti da un violento acquazzone
che, pur durando pochissimo, ha spazzato via tavoli ed ombrelloni. Successivamente
siamo andati con Poletti a visitare il "Cerro
Lambaré" un altissimo monumento che racchiude
in sé la storia paraguayana con una enorme statua di un eroe indio guaranì con
sopra su alte colonne, un insieme di statue di eminenti personaggi del paese
che guardano alla bandiera paraguayana posta davanti al monumento.
Alberto ci spiega che il paese avrebbe bisogno di strutture
amministrative più solide che tutelino maggiormente gli investimenti stranieri
per poter sviluppare l'economia prevalente agricola del Paraguay .
Nel rappresentaci poi la situazione politica, abbiamo
notato molte similitudini con quella italiana di qualche anno fa, dove a fronte
di un nuovo leader come Lugo (votato alla fine di una lunghissima stagnazione
politica), la coalizione passa più il tempo a litigare che a migliorare il
Paese, anche se in un clima di rinnovata democrazia.
Non bisogna infatti dimenticare che il Paraguay dal 1904
al
Un paese che si sta ancora stabilizzando. Nello scorso
aprile il Presidente della Repubblica Lugo, preoccupato anche dalla presenza
sulla scena del misterioso gruppo guerrigliero denominato Ejército
del Pueblo Paraguayo (Epp),
ha infatti proclamato lo stato d'assedio in cinque dipartimenti del paese: Amambay, Alto Paraguay, San Pedro, Presidente Hayes e Concepción con il divieto
di assemblee, assembramenti pubblici e il diritto di manifestazione e con le
forze militari dotate di pieni poteri di intervento.
L'ultima volta che un presidente aveva di
E' stato interessante nel brevissimo periodo della nostra
permanenza sentire anche le notizie che incuriosivano maggiormente la gente.
La prima riguardava i Mondiali di calcio in Sud Africa dove il Paraguay, avversario
che fa parte del girone dell'Italia porterà, senza farlo giocare, lo sfortunato
e famosissimo attaccante Salvador Cabanas, colpito
alla testa da un proiettile in Messico e ancora in riabilitazione in ospedale.
La seconda riguardava la confessione pubblica del Presidente Lugo che ha rivelato,
a suo avviso «con assoluta onestà e trasparenza» , di aver avuto una relazione
con la madre di un bambino che oggi ha due anni e di non avere detto nulla per
proteggere la privacy del piccolo ( aggiungendo di non voler rilasciare ulteriori
pubbliche di
problema è che stanno spuntando altre richieste di riconoscimento
di paternità da altre donne, in una telenovela che sembra non finire.
Tra i problemi più seri sentiti dalla gente penso sia
da mettere al primo posto,senza tema di smentita, la definizione di un più equilibrato
rapporto con il potente vicino di sempre, il Brasile con , al primo punto,
la richiesta paraguayana di revisione del contratto di sfruttamento della centrale
idroelettrica posta al confine tra i due paesi per poter rivendere la quota
inutilizzata del 50 per cento di energia prodotta a condizioni economiche più
vantaggiose, rispetto a quelle sancite diversi anni fa.
Questo, in cambio di un maggior impegno del Paraguay
per tutelare la sicurezza dei cittadini brasiliani che vivono e operano nella
zona di frontiera, dove la violenza dei cartelli del narcotraffico ha raggiunto
livelli altissimi. ( p.s. è di questi giorni la notizia
che il Governo Lula
dopo un incontro con Lugo, aiuterà il Paraguay a distribuire
meglio la propria parte di energia con ricadute positive sul piano dell'occupazione).
Tornando alla nostra visita, alla sera siamo stati al
Circolo Italo Paraguayo (www.italoparaguayo.com) dove
dopo un periodo di abbandono sta rinascendo l'Associazionismo italiano, tra
cui la nuova associazione dei Lombardi in Paraguay.
Della struttura ricordiamo quattro cose che ci hanno
colpito: la stele del 1916 con i nomi dei soci fondatori con presenti diversi
lombardi, una bella biblioteca con diversi e pregiati volumi in lingua italiana,
un enorme poster con la foto dei festeggiamenti ad Asuncion per la vittoria dell'Italia agli ultimi mondiali
di calcio e la foto autografata di Miss Italia nel mondo l'italo-paraguaiana
Fiorella Migliore.
Infine vorremmo ricordare il bellissimo incontro con
i Lombardi di Asunciòn e le sorprese che ci hanno
riservato. Accolti con grande calore da un grande striscione inneggiante alla
Lombardia abbiamo incontrato amici e familiari di Alberto Poletti,
rappresentanti del sodalizio lombardo e infine un gruppo di imprenditori bresciani
che con molta convinzione ci hanno detto di credere nel futuro di questo paese.
Una serata a base di pizza e di musica italiana che si è conclusa in grande
amicizia e con grandi progetti. Il sodalizio lombardo ha infatti definito: lo
Statuto, l'apertura del conto bancario, l'iscrizione di nuovi membri, una ricerca
sull'emigrazione lombarda nel Paraguay e la creazione di un sito web, oltre
naturalmente una stretta e proficua collaborazione ai progetti dell'AMM Onlus,
grazie alla presenza della nostra coordinatrice Marta Carrer, residente nella vicina Buenos Aires.
Il giorno dopo siamo partiti per Luque,
a
Nell'accomiatarci all'aeroporto da Alberto, che rappresenta
per tutti noi il meglio dei giovani impegnati nella costruzione di un
futuro democratico e civile del paese, Marta ed io, assieme agli altri passeggeri,
siamo stati accolti da tre personaggi che mi hanno ricordato ancora l'originalità
di
questo paese che non cessa mai di stupire. Il maestro
Americo Canete che suonava l'arpa
per i passeggeri in partenza, offrendo dei cd con le sue esibizioni (tra cui
O' sole mio in nostro onore ), un imprenditore svizzero che da trent'anni gestiva
un'azienda agricola nel sud del paese e un serissimo e laborioso ragazzino di
professione lustrascarpe. Se gli ultimi due personaggi rientravano in una casistica
latino-americana la presenza di un concerto con arpa all'aereoporto, sinceramente non riuscivo a spiegarmela.
Ho scoperto al mio rientro che l'arpa, è lo strumento
nazionale del Paraguay, cosa unica al mondo, introdotta nel Nuovo Mondo nei
secoli successivi alla conquista spagnola. Si crede sia arrivata in Yapeyu, Paraguay (oggi una parte di Argentina) nel 17 ° secolo,
attraverso l'opera missionaria del padre gesuita Sepp,
diventando ben presto uno strumento di evangelizzazione in diverse aree dell'America
Latina .
Ancora oggi infatti, i testi delle canzoni sono spesso
cantate in lingua indigena, il Guaranì. (Daniele Marconcini*/
*Presidente Associazione Mantovani nel Mondo Onlus
- www.lombardinelmondo.org ;
www.mantovaninelmondo.eu