INFORM - N. 103 - 27 maggio 2010


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “Tribuna Italiana”

L’Italia al Bicentenario Argentino

 

BUENOS AIRES - Si sono concluse ieri le cinque giornate di celebrazioni dei duecento anni della “Revolución de Mayo”, dalla quale iniziò il cammino verso la nascita dell’Argentina.

Venerdì sera la presidente Cristina Kirchner ha inaugurato le celebrazioni del Bicentenario dell’Argentina, nel “Paseo del Bicentenario”, allestito lungo quasi mille metri dell’Avenida 9 de Julio, “la più larga del mondo”, come piace dire ai “porteños”. Tra i padiglioni allestiti, anche il “Padiglione dei Paesi”, dove sono stati sistemati gli stand dell’Italia, della Francia e della Spagna.

All’inaugurazione dello stand dell’Italia ha partecipato l’Ambasciatore d’Italia in Argentina Guido Walter La Tella, accompagnato dalla gentile consorte. Presenti anche il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura in Buenos Aires Giuliana Dal Piaz, il nuovo direttore della sede ICE a Buenos Aires Giuseppe Pezzulo (insediatosi meno di un mese fa) e il responsabile dell’Ufficio Enit nella capitale argentina Mario Giuseppe Lucchesi.

Una partecipazione alle celebrazioni dell’Argentina con cui l’Italia vuole sottolineare l’importanza della presenza italiana in Argentina e che prevede oltre allo stand nel “Paseo”, numerose altre iniziative, tra le quali la visita a Buenos Aires dell’Orchestra della Scala di Milano, diretta dal maestro argentino Daniel Baremboim, per esibirsi nello splendente teatro Colón, appena restaurato.

Parlando coi presenti, l’ambasciatore La Tella si è manifestato fiducioso sulle possibilità di ripresa e di sviluppo dei rapporti tra l’Italia e l’Argentina. L’Ambasciatore ha spiegato che giorni fa parlando col ministro Frattini gli faceva presente che in Argentina c’è un grandissimo patrimonio di italianità, purtroppo congelato.

Come è noto, sui tradizionali intensi rapporti tra i due paesi, nel 2002 è caduto il macigno del default dei bond argentini, che ha avuto tra le sue vittime più numerose, migliaia di piccoli investitori italiani. Dopo la prima proposta ai risparmiatori fatta nel 2005, il governo argentino ha presentato in questi giorni una nuova offerta per i risparmiatori che cinque anni fa non avevano accettato quella prima proposta.

I due Paesi sono legati non soltanto dai tradizionali vincoli storici e di sangue e da una presenza determinante degli italiani in Argentina, ma anche da iniziative nei terreni della ricerca scientifica, della cultura e dei rapporti a livello di imprese. Se il problema bonds sarà risolto – questo è l’augurio – , tali rapporti potranno essere rilanciati e ci sarà spazio per lo sviluppo di tante altre inziative in settori nei quali sono possibili ampie convergenze tra gli interessi dei due paesi.

Lo stand italiano al “Paseo del Bicentenario” ha proposto un percorso in tre immagini nelle quali si sono intrecciate le storie e la realtà dei due Paesi. In uno schermo, i volti di personaggi storici dell’Italia, insieme a italiani famosi degli ultimi decenni, e fra loro i volti di tanti emigrati in Argentina. Giocando con l’immagine del mare che separa e unisce le due terre, si scendeva da una rampa come scendendo da una nave e si entrava nel salone, dove c’erano altri angoli e altri schermi. In uno, quello delle istituzioni, che proponeva immagini turistiche, di prodotti innovativi dell’industria italiana di punta (Ferrari, Finmeccanica, Augusta, ecc) e culturali. Poi, l’angolo tradizionale della casa di un emigrato in Argentina, con un tavolo e quattro sedie e una mensola con oggetti delle nostre case, quali bottiglie di aperitivo, una vecchia radio, fotografie dei genitori, oggetti tipici dell’artigianato italiano, portati in Argentina all’epoca dell’emigrazione o magari, da un viaggio in Italia sicuramente sognato per anni e poi finalmente realizzato, per rivedere il paese natio.

Infine un pannello con immagini di città italiane e argentine messe insieme, specialmente di Roma e di Buenos Aires.

Colorita partecipazione delle Associazioni italiane nella Sfilata del Bicentenario

Numerosa e colorita à stata la partecipazione della delegazione della collettività italiana, alla Sfilata dell’Integrazione, che si è svolta nel “Paseo del Bicentenario” questa domenica nel quadro delle celebrazioni dei duecento anni della “Revolución de Mayo”. Durante tre ore rappresentanze di una ottantina di collettività straniere residenti in Argentina, hanno sfilato portando bandiere argentine e dei rispettivi paesi, indossando costumi tradizionali, eseguendo musiche e balli folcloristici

Molto numerosa è stata la delegazione italiana, organizzata da FEDITALIA e FEDIBA, vertici dell’Associazionismo italiano in Argentina e a Buenos Aires rispettivamente. Capodelegazione è stato un sorridente Dario Signorini, vicepresidente di FEDIBA, dietro al quale aprivano la delegazione bandiere dell’Argentina e dell’Italia e lo stendardo della FEDITALIA, Confederazione Generale di Federazioni Italiane della Repubblica Argentina. Poi hanno sfilato ragazze del gruppo di pattinaggio artistico dell’Associazione Vicentina e le rappresentanze di una quarantina di associazioni e federazioni, con i soci indossando costumi tradizionali delle varie regioni italiane. Tra le bandiere e stendardi e gruppi abbiamo notato i calabresi, i sardi, i lucani, i lombardi, i laziali, i veneti, oltre a esponenti di associazioni italiane giunte dall’interno, di cittadine italiane e di associazioni cattoliche italiane, quasi tutti portando stendardi, manifesti e bandiere. Alcuni hanno sfilato interpretando balli folclorici, come i componenti il Gruppo Folclorico Italiano. Presenti anche due croci del Portacristi genovesi, una tra le più tradizionali espressioni di attaccamento alla fede e alle tradizioni dei nostri emigrati.

Chiudendo la delegazione italiana, i “Bomberos Voluntarios de la Boca”, la Società Italiana più che centenaria, nata per combattere gli incendi e affrontare gli alluvioni e allagamenti nel rione di La Boca, quando non c’erano ancora i vigili del fuoco.

Hanno sfilato alcuni in uniformi di epoca, altri con moderni equipaggiamenti, portando tre carri antincendio, uno dei quali, la prima autopompa nella storia dei pompieri in Argentina.

Una colorita, variegata e numerosa partecipazione, con cui FEDITALIA e FEDIBA hanno saputo degnamente rappresentare la collettività italiana in Argentina. (Tribuna Italiana/Inform)

 


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