CLIMA
Focsiv: I piani dell’Unione Europea sono
nella giusta direzione
ROMA - Le agenzie di sviluppo europee Aproved e Cidse (di cui Focsiv è il membro italiano) accolgono positivamente le posizioni
che avanza oggi
“Questa comunicazione è un passo importante per cambiare
la direzione del dibattito in Europa - dice Sergio Marelli, segretario generale
di Focsiv membro italiano di Cidse -. I cittadini europei sono sempre più consapevoli che
l’azione sui cambiamenti climatici è molto di più che una questione economica,
è una questione di solidarietà globale e sottolinea la necessità di abbandonare
quegli stili di vita che hanno impatti devastanti sulle popolazioni dei paesi
poveri”.
Le emissioni di carbonio dei paesi industrializzati hanno
già avuto significative conseguenze dal punto di vista umano e ambientale nei
paesi in via di sviluppo, anche se hanno contribuito poco al problema globale.
Se si permetterà che la temperatura media globale aumenti di 2 gradi o più,
è stimato che circa 250 milioni di persone povere dovrà abbandonare le proprie
case, il numero di persone che soffrono la fame aumenterà di circa 30 milioni
e da uno a tre miliardi di persone soffrirà per mancanza di acqua.
“Per ogni anno che continuiamo a contare sui carburanti
fossili, riduciamo le capacità dei paesi poveri di svilupparsi. Ridurre le emissioni
di carbonio in Europa non è solo una cosa da fare ma è anche un imperativo morale”,
dice Rob van Drimmelen, segretario generale
di Aproved.
Ecco perché “chiediamo agli Stati membri, innanzitutto
all’Italia, e alla Commissione di lavorare insieme verso un accordo sull’aumento
degli impegni europei per la riduzione delle emissioni dal 20% al 30% entro
il 2020 (basandosi sui livelli del 1990). Questo sarebbe un primo passo verso
riduzioni ancora più ambiziose per i paesi industrializzati se vogliamo impedire
le conseguenze più gravi del cambiamento climatico” conclude Marelli.(