INFORM - N. 102 - 26 maggio 2010


RINVIO ELEZIONI COMITES E CGIE 

Una nota dei deputati del Pd eletti all’estero

“Il solco tra le parole e i fatti”

 

ROMA - La legge di conversione del decreto legge 28 aprile 2010 n. 63 che fissa al 2012 il termine massimo per il rinnovo elettorale di Comites e CGIE è stato approvato ieri alla Camera con i voti favorevoli dei parlamentari del Pdl e della Lega e con i voti contrari di quelli del Pd e dell’IdV. L’Udc si è astenuta.

Lo ricordano in una nota i deputati eletti all’estero del Pd (Gino Bucchino, Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Franco Narducci, Fabio Porta) che sottolineano anzitutto come i deputati eletti all’estero appartenenti alla maggioranza, “chiamati ancora una volta ad una delicata prova di coerenza rispetto alle posizioni di contrarietà manifestate pubblicamente e durante le riunioni del CGIE”, abbiano “votato a favore della legge di rinvio, privilegiando la logica delle appartenenze su quella del merito e del vantaggio delle nostre comunità”.

“Più si susseguono i provvedimenti lesivi per gli italiani all’estero, meno diventa tollerabile - proseguono i deputati eletti all’estero del Pd - questa ormai continua separazione tra le parole e i fatti: le parole di sostegno alle nostre comunità, ridotte ormai allo stremo, i fatti di sistematico allineamento alle posizioni del Governo, anche nelle occasioni di più diretto interesse per i nostri connazionali all’estero. Non si può continuare in questo modo, parlando due lingue diverse: quella del sostegno a parole delle posizioni che le rappresentanze stanno sostenendo, praticamente da sole, e quella della passiva disciplina rispetto ai diktat del Governo. Il gioco di scambio sugli ordini del giorno intrattenuto con il Governo (tu dai il voto a me, io do una raccomandazione a te) - ordini del giorno che lasciano il tempo che trovano - rende la doppiezza di posizioni politiche ancor più intollerabile”.

“Urge un chiarimento serio e definitivo, che non è più procrastinabile - concludono Bucchino, Farina, Fedi, Garavini, Narducci e Porta .- Non lo chiediamo noi, ma la dignità dei rapporti politici con gli italiani all’estero e l’interesse delle nostre comunità”. (Inform)

 


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