STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Da “America Oggi”, 26-5-2010
Obama riceve Napolitano. Tra Usa e Ue il legame resta
“fondamentale”
"Un incontro cordiale". Così il Presidente
Napolitano ha commentato la sua visita a Barack Obama nello Studio Ovale della
Casa Bianca. Tra gli argomenti toccati, la crisi che ha investito l'Euro e l'importanza
strategica del Patto Atlantico. "Obama mi ha confermato che gli Stati Uniti
confidano in una Europa sempre più unita e assertiva, e che il legame transatlantico
resta fondamentale nella loro agenda", ha di
WASHINGTON. "E' stato un incontro molto cordiale, in piena continuità con quello dello scorso luglio al Quirinale", ha detto Giorgio Napolitano subito dopo l'incontro alla Casa Bianca con Barack Obama. Quarantacinque minuti nello Studio Ovale, senza telecamere né giornalisti. Un incontro di lavoro che anche grazie al 'fluent english' del presidente italiano ha consentito uno scambio di opinioni approfondito e a tutto campo sui temi caldi, soprattutto sulla crisi dell'Euro e sulle preoccupazioni americane che il malessere possa varcare l'Atlantico.
Obama, ha detto Napolitano, mi ha confermato che gli Stati Uniti confidano in una Europa sempre più unita e assertiva, e che il legame transatlantico resta fondamentale nella loro agenda.
Che è sbagliata l'impressione di chi pensa che lo spostamento del baricentro verso il Pacifico e la "necessità" di valorizzare i rapporti con potenze emergenti come Cina, India, Russia e Brasile nulla toglie all'importanza strategica del legame espresso dal Patto Atlantico. "Non possiamo essere gelosi di relazioni diplomatiche necessitate", ha commentato Napolitano. Dal canto suo, Napolitano ha assicurato che l'Italia sta facendo la sua parte affinché l'Europa affronti "la crisi seria che ha investito l'eurozona a causa della crisi di solvibilità del debito pubblico greco" con manovre di contenimento e di rientro del debito pubblico, e trasformando la crisi in una opportunità. Supereremo queste difficoltà, ha aggiunto, se spingeremo l'Europa a essere più unita, più integrata, con più politiche comuni. Sulla manovra economica varata ieri a Roma dal governo, Napolitano non si è pronunciato ("Ancora non la conosco"). Ma ha detto senza mezzi termini che le misure di contenimento sono "assolutamente necessarie" e quanto più saranno ponderate, socialmente eque e mirate allo sviluppo economico, potranno essere condivise da un ampio schieramento.
"I governi europei devono darsi una regolata", ha aggiunto, devono affrontare con meno "timidezza" le scelte necessarie, devono sforzarsi di parlare con una voce sola, attraverso le nuove figure di rappresentanza dell'Unione previste dal Trattato di Lisbona. E devono sviluppare il processo di integrazione rafforzando le istituzioni comunitarie.
"Ma non si
può pensare che basti un accordo fra due o tre Paesi", ha ammonito, ricordando
che l'asse franco-tedesco non è la soluzione, non può escludere un paese fondatore
come l'Italia e, soprattutto, non può sostituire il metodo comunitario. Obama
era proprio di corsa. Subito dopo l'incontro è partito per