ASSOCIAZIONI
Il Ctim Germania sulla mancata trasformazione
del consolato d’Italia a Norimberga in agenzia consolare
Chiesto al governo tedesco un ripensamento
che eviti ai nostri connazionali viaggi lunghi e costosi
COBURG - IL Ctim Germania ha preso atto con soddisfazione delle comunicazioni stampa relative all’interrogazione parlamentare presentata degli eletti all’estero del Pdl, Di Biagio, Picchi, Berardi e Angeli, insieme al collega Pagano, riportate dai media in data 20.05.2010. Un grazie a tutti loro.
Le motivazioni e le richieste avanzate da codesti rappresentanti della collettività italiana all’estero - è de4tto in una nota - evidenziano, infatti, una profonda conoscenza delle problematiche della comunità italiana in Germania e, in particolare, di quella legata alla razionalizzazione della rete diplomatica e consolare italiana. Le ipotesi avanzate non sono delle vuote frasi di convenienza, bensì i risultati di un esame acuto e profondo della situazione attuale.
Una situazione che, fino a pochi giorni fa, sarebbe sembrata impossibile a noi italiani in Germania e che, non facciamo fatica a riconoscerlo, ci sembra paradossale e “di stampo medioevale”. Uno stato fondatore dell’UE (Italia) riconosce ai suoi cittadini in Franconia e nel Saarland il diritto all’assistenza ed ai servizi consolari, anche se in forma in gran parte innovativa. Lo stato estero (Repubblica Federale Tedesca) fa riferimento al Trattato di Vienna del 1961 sulle relazioni diplomatiche e nega il suo assenso all’istituzione di queste strutture e, di conseguenza, l’assistenza consolare in loco a 30.000 italiani. Veramente un ottimo esempio di rapporti d’amicizia fra due Stati. Congratulazioni ai funzionari del Ministero degli Affari Esteri tedesco ed italiano.
Ci chiediamo come
mai
Comprendiamo infine la probabile irritazione di Berlino sull'atteggiamento del ns. Governo e non vogliamo prolungarci sui tristi fatti avvenuti nei confronti del Governo del Saarland e del Senato di Amburgo che, certamente, hanno costituito per loro una certa provocazione. Una provocazione che non si può consumare sulla pelle delle ns. comunità di Norimberga, Saabrücken ed Amburgo. Non ci sorprende che questo sia il classico "scarica barile" delle responsabilità, da parte del Governo Italiano per rimangiarsi le promesse fatte (sportello consolare/agenzia). Ci preoccupa soprattutto, in questa triste faccenda, all'infuori dei discutibili comportamenti, l'assenza di una presenza politica da parte del nostro Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini. Si tira dritto, senza guardare nessuno in faccia, per portare a termine un progetto annunciato già sotto il Governo Prodi. Un progetto, contestato da tanti parlamentari della stessa maggioranza e che lascerà una frattura profonda e tanta rabbia tra i connazionali della Franconia che, politicamente, un giorno presenteranno il conto alla politica, almeno fin quando ci sarà il voto all'estero. Ma se si ha la sensazione che la politica sia assente o distratta, ci chiediamo chi porta avanti questo progetto in modo irremovibile avanti da un Governo all'altro ?
Da ultimo ci auguriamo
che il paese che ci ospita da decenni riveda la propria posizione e non si faccia
usare come alibi, per negare alle ns. collettività dei servizi consolari, costringendo
i connazionali a lunghi e costosi viaggi per usufruire dei loro diritti.
Speriamo di cuore - conclude la nota del tim Germania - che