INFORM - N. 99 - 21 maggio 2010


ITALIANI ALL’ESTERO

L’esperienza migratoria dei santaninfesi in Usa

Il 28 maggio presentazione del libro di Saija e Bivona e inaugurazione del Museo di Santa Ninfa

 

SANTA NINFA (Trapani) - Venerdì 28 maggio al Centro Sociale Piazza Aldo Moro di Santa Ninfa, presentazione del libro "L'esperienza migratoria dei santaninfesi in America 1894-1924" a cura di Marcello Saija e Giuseppe Bivona e inaugurazione del Museo dell'emigrazione.

Il volume nasce da una riflessione sull’emigrazione santaninfese stimolata dai documenti raccolti a più riprese da Marcello Saija e Giuseppe Bivona negli ultimi cinque anni. Il fine dichiarato dagli autori è quello di fare luce sulla emigrazione politica siciliana che segue i moti dei Fasci Siciliani del 1894, attraverso l’esperienza dei santaninfesi che appare esemplare sotto questo profilo ed è alquanto diversa rispetto alla vicenda migratoria di buona parte dell’Isola. Il libro mostra, infatti, con chiarezza, come il modello santaninfese, peculiare e specifico, non può assurgere a schema interpretativo generale dell’emigrazione siciliana.

Il Museo dell’Emigrazione di Santa Ninfa nasce all’interno di un progetto coordinato dalla Rete dei Musei Siciliani dell’Emigrazione, con il preciso ruolo di rappresentare in particolare l’emigrazione dall’area trapanese e, in generale, dalla Sicilia per ragioni politiche. La struttura, per la posizione geografica del paese, si presta magnificamente allo scopo e fa risaltare l’aspetto politico-radicale della storia migratoria santaninfese. Il Museo, dotato di grandi spazi ( un grande salone e quattro sale per complessivi 300 mq) descrive, nella prima sezione, le ragioni che provocarono il grande esodo della fine dell’Ottocento e dei primi anni del ‘900. Ai primi 4 pannelli introduttivi che indicano il dato quantitativo, le cadenze temporali e le destinazioni dei flussi, seguono 5 pannelli nei quali vengono descritti gli esiti dei moti rivoluzionari connessi ai fasci siciliani e le condizioni economiche delle zone dell’esodo. Parecchi pannelli sono poi dedicati alla pressione degli Agenti migratori, in un quadro complessivo che tenta di fare il punto sul rapporto tra cause esogene ed endogene del fenomeno. Il viaggio e l’arrivo ad Ellis Island di New York costituiscono la tappa successiva con l’illustrazione dei momenti topici dell’ingresso nel continente americano. Nella seconda sezione viene descritta in 20 pannelli , la storia delle comunità derivate dall’emigrazione santaninfese, con particolare attenzione all’associazionismo mutualistico e all’impegno sociale a cui si dedicarono le elites e larghi strati delle comunità del Belice. Le vicende qui narrate sono particolarmente ricche di testimonianze per l’apporto dato dai santaninfesi d’America che hanno donato al Museo, documenti, lettere, foto e testimonianze di grande impatto emotivo. Una sala multimediale, collegata alla Rete madre ed ai siti internazionali di ricerca, permette, poi, i necessari approfondimenti in diverse direzioni. Nell’ultimo salone, infine, la ricerca ha come oggetto l’emigrazione trapanese in genere e coglie con l’aiuto di immagini, bacheche espositive ed altri supporti mediatici, i nodi problematici dell’intero territorio provinciale e le relative dinamiche dell’esodo. In questa sezione, particolare attenzione è dedicata all’associazionismo mutualistico ed all’emigrazione politica trapanese in Australia.

L’iniziativa si svolgerà nell’ambito del programma di Salvalarte Belìce 2010 illustrato, alla presenza dell’assessore regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana, avv. Gaetano Armao, giovedì a Palermo, presso il Convento della Magione. L’invito a partecipare è esteso a tutti.(Qui Sicilia.com/Inform)

 

 


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