INFORM - N. 99 - 21 maggio 2010


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “Il Cittadino Canadese”

Turismo, il Piemonte punta sulla voglia di qualità dei canadesi

A Montréal una delegazione ha svelato le attrazioni turistiche della regione

 

MONTREAL - La regione Piemonte si affaccia per la prima volta sul mercato nordamericano. E mira a catturare l’attenzione dei canadesi attraverso l’offerta di pacchetti turistici incentrati sulla natura incontaminata, l’inconfondibile enogastronomia e la proverbiale ‘regalità’. A spiegare le linee-guida delle ‘mire espanionistiche’ piemontesi, nella suggestiva cornice dell’Hotel Place d‘Armes di Vieux Montréal, l’11 maggio scorso è giunta una delegazione da Torino. Una delegazione accolta dai ‘padroni di casa’ Riccardo Strano ed Enzo Colombo, il primo responsabile Enit (Agenzia Nazionale del Turismo) per il Nord America ed il secondo per il Canada. E formata dai rappresentanti della Città di Torino (Anna Martina, direttore cultura, comunicazione e promozione), del Centro Estero per l’internalizzazione del Piemonte CEIP (Angelo Feltrin e Giuliano Lengo, rispettivamente executive manager e direttore generale) e del ‘Comitato 150 Italia’ (Paola Musolino, responsabile per la promozione turistica). Obiettivo dell’incontro – che ha visto la partecipazione di tour operator, agenzie di viaggio e rappresentanti di compagnie aeree come Air Canada ed Alitalia - è stato quello di rilanciare l’immagine di Torino e del Piemonte come una delle più interessanti mete in Italia. “Con la nostra offerta di cultura, sport e montagna – ha detto Giuliano Lengo del CEIP – siamo certi che il Piemonte possa costituire la destinazione ideale per i canadesi alla ricerca di un’esperienza unica e di qualità”. Una regione, il Piemonte, ricca di parchi (come il Gran Paradiso) e laghi (come il lago Maggiore), ai piedi delle Alpi e terra di prelibatezze enogastronomiche come il tartufo, i formaggi, vini come il Barolo o il Barbaresco, il cioccolato Gianduia, il Martini per gli aperitivi, la Nutella Ferrero, lo spumante Asti e il caffe Lavazza. Senza contare gli oltre 40 Musei nel solo capoluogo (140 in tutta la regione), tra cui – come ha ricordato Anna Martina della città di Torino - il museo del Cinema, quello Egizio, di Arti Orientali e di Arte contemporanea. O Palazzi storici come  Palazzo Reale, Palazzo Madama e Palazzo Carignano, che insieme ad altri 13 residenze sabaude formano la “Corona di Delizie”, dichiarate dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Una città, Torino, protagonista della storia del Belpaese: fondata dai romani con il nome di ‘Augusta Taurinorum’, è stata la capitale del Ducato di Savoia e per poi diventare la prima capitale d’Italia nel 1861. Città dove tutt’oggi si può passeggiare sotto 18 km di portici sovrastati dalla Mole Antonelliana, simbolo della città, tra caffè storici come “Al Bicerin”, “Baratti&Milano” e “Abrate”. “Luoghi della memoria” che saranno riscoperti nel 2011 in occasione di ‘Esperienza Italia’: per 9 mesi, dal 17 marzo al 20 novembre, a Torino verranno realizzate quattro grandi mostre alle quali si aggiungerà un ricco programma di cultura, sport e spettacoli per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. “Un evento – ha detto Paola Musolino del ‘Comitato Italia 150’ - che può attirare anche molti italo-canadesi, soprattutto di 2º o 3º generazione, che in questo modo possono riscoprire l’identità delle proprie radici”. Secondo le ultime statistiche, l’Italia costituisce la quarta meta al mondo più visitata dagli americani e la sesta dai canadesi. “La visita qui a Montréal – ha spiegato Giuliano Lengo, direttore generale del CEIP – non vuole essere un episodio isolato, ma una tappa che si inserisce in un percorso ben strutturato. E che si è delineato l’anno scorso in occasione del Symposium con i tour operator canadesi che l’Enit ha organizzato a Torino. È in quell’occasione che abbiamo intuito come tra Italia e Canada esiste un’indubbia affinità culturale”. Quello canadese, rispetto a quello americano, è un turismo di nicchia: la gente apprezza la cultura, la natura e le specialità culinarie. “E vuole andare oltre le solite mete come Milano, Venezia, Firenze o Roma, valorizzando una filosofia di vita come lo “slow food”. Non si tratta di un evento-spot. “Nei prossimi mesi – ha assicurato - partiranno una serie di attività e fra 3 anni faremo un primo bilancio”. Ma le premesse appaiono rassicuranti. “Sono 4 mila – ha sottolineato Angelo Feltrin, executive manager del CEIP - i canadesi che arrivano ogni anno in Italia per un totale di 12 mila presenze. E la maggior parte arriva tra maggio e ottobre per visitare i nostri laghi. Intorno ai quali si sviluppano strutture alberghiere di altissimo livello. E poi c’è l’interesse per le valli e la montagna. Come la Alagna Valsesia, che si estende fino ai piedi del Monte Rosa. Che d’estate si può scalare per poi riscendere dalla parte della Valle d’Aosta, ancora selvaggia e incontaminata. Mentre d’inverno i canadesi apprezzano le piste da sci perché tecnicamente fantastiche. Senza trascurare la parte archeologica con i reperti romani e medievali”. L’obiettivo? “Dai 4 mila arrivi di oggi, in 3 anni puntiamo a 8-10 mila. Piano ambizioso visto che di solito, in 3 anni, il margine di incremento si aggira intorno al 15/20%”. Come? “Miriamo a far conoscere il Piemonte soprattutto attraverso il ‘co-marketing’ con i tour operator e le agenzie di viaggio, strumento poco appariscente ma estremamente efficace e diretto”. Insomma, il Piemonte punta deciso sui canadesi, aperti alle novità e sensibili agli itinerari di qualità. “Noi siamo una novità – ha concluso - e vogliamo intercettare nuovi interessi”. “L’elemento più significativo – ha sottolineato Riccardo Strano dell’Enit – è che il Piemonte ha eletto il Nord America come territorio prediletto dove promuovere il suo territorio e incentivare l’offerta turistica. Tra Piemonte e Québec, poi, è evidente l’assonanza culturale per via della lingua francese. L’obiettivo finale è quello di creare un workshop pear-to-pear per far incontrare operatori canadesi e piemontesi. Un’iniziativa che contiamo di avviare già nel 2011”. Non c’è che dire, da oggi un ponte attraversa l’Oceano e unisce Montréal e Torino, due realtà decisamente vicine, unite dalla passione per la buona cucina, gli spazi incontaminati e il fascino della storia. (Vittorio Giordano-Il Cittadino Canadese, Montréal/Inform)

 


Vai a: