CAMERA DEI
DEPUTATI
Il governo risponde in aula all'interpellanza presentata dai due deputati
Pd
Trasmissione della cittadinanza ai figli da parte delle
donne. Bucchino e Porta: Il Governo passi dalle parole
ai fatti
ROMA - L’interrogazione urgente da noi presentata, assieme
ad un nutrito gruppo di colleghi di diverso orientamento politico, a distanza
di un anno da un’altra di tenore analogo sulla facoltà della donna di trasmettere
la cittadinanza ai propri figli anche se l’ha perduta per il matrimonio con
uno straniero, ha consentito finalmente di sciogliere alcuni nodi e di dare
un concreto scossone all’inerzia del Governo.
Un anno fa ci si rispose che effettivamente il pronunciamento
della Cassazione n. 4466 del 25 febbraio 2009, con il quale era superata
l’odiosa discriminazione a scapito delle donne, rappresentava un traguardo importante
e atteso, i cui effetti, però, gli interessati potevano conseguire solo imboccando
la costosa e lunga strada della giurisdizione e non quella, più comoda e meno
costosa, dell’amministrazione. Il Governo s’impegnò anche a trovare una soluzione,
ma ad oggi non è accaduto niente di concreto.
La nostra iniziativa ha consentito finalmente di interrompere
la latitanza dell’esecutivo. Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
on. Laura Ravetto, che ha risposto all’interpellanza,
ha detto in sostanza cinque cose di non poco peso: 1) il pronunciamento della
Suprema Corte è da condividere pienamente e deve essere applicato con convinzione;
2) per poterne trasferire gli effetti sul piano amministrativo è necessaria
una soluzione normativa che rimuova le remore procedurali (manifestazione di
volontà da parte della donna) contenute in alcuni passaggi della legge n. 91
del 1992; 3) i ministeri dell’Interno e degli Esteri avevano concordato una
soluzione normativa che doveva essere inserita nel cosiddetto Decreto Mille
Proroghe e che poi è rimasta per strada; 4) ci si propone ora di inserirla nel
decreto, alla Camera per la conversione, che sciaguratamente proroga - tra l’altro
- di altri due anni la vita di COMITES e CGIE; 5) la possibilità di presentare
istanza di riconoscimento per nascita è limitata ai figli e ai discendenti in
linea retta non oltre il secondo grado.
La nostra risposta a questi punti è altrettanto
In conclusione, mentre sollecitiamo il Governo a passare
dalle parole ai fatti, secondo gli intendimenti autonomamente di
*Deputati Pd eletti nella circoscrizione Estero