INFORM - N. 97 - 19 maggio 2010


RASSEGNA STAMPA

Da “Il Tempo.it” notizie del Molise

Una terra svuotata e un mondo pieno di molisani. A Isernia il congresso dei delegati in rappresentanza di quasi un milione di corregionali

Il presidente Iorio: “Soffriamo per la vostra partenza”. C’è una comunità in Tasmania di origine di Frosolone

 

ISERNIA - C'è il fondatore della Banca di Roma in Argentina e c'è il consigliere del console italiano a Buenos Aires. C'è persino il presidente del monumentale villaggio Italia di Caracas. Ci sono giornalisti e conduttori di trasmissioni radiofoniche dedicate all'Italia. Hanno, tutti, almeno una cosa in comune, l'origine molisana. E il paragone non regge al confronto: né per ricchezza, né per successo e nemmeno da un punto di vista demografico, visto che a fronte dei poco più di 300.000 molisani rimasti in questa piccola regione del Sud, ce ne sono quasi un milione sparsi per il mondo. Teresio Onorato, che è il responsabile per la Regione del servizio rapporti con i molisani nel mondo, ieri mattina, in occasione della cerimonia di apertura del Consiglio dei molisani e dei giovani nel mondo a Isernia presso l'aula magna dell'ateneo, ha elencato i nomi dei delegati, uno a uno. Ma ha anche fatto qualche cenno alla loro vita. Uno a uno. Al di là dei messaggi di saluto, delle parole cerimoniose (in platea c'era il gotha della provincia che accoglie per la prima volta l'evento), il governatore Michele Iorio ha, inevitabilmente, agganciato l'appuntamento ad una costatazione tanto reale, quanto cruda: «Questa regione - ha detto Iorio - oggi soffre per la vostra partenza perché si è svuotata. E soffre per essere la più piccola da un punto di vista demografico. Svuotata della qualità, di cervelli». Non è un fenomeno nuovo quello dell'emigrazione ma, oggi, si registrano le conseguenze negative. Oggi che i pronipoti di quei primi emigranti con la valigia di cartone vantano master e PdD di Yale. «Insisto sul discorso dei giovani - ha ribadito il presidente della Regione Iorio - perché siamo passati da una emigrazione dei sentimenti, passando per una forte richiesta di ritorno in patria, arrivando oggi alla necessità di stabilire una collaborazione».

La riunificazione dei due consigli in un'unica data (il Consiglio dei molisani e il Consiglio dei giovani molisani nel mondo) avviene per la prima volta. Come, per la prima volta, la convention di due giorni si tiene a Isernia. Scelta non casuale che, peraltro, cade nei giorni di festa dedicata a Papa Celestino V che, quest'anno, si celebrerà in concomitanza con la presenza delle spoglie del santo in cattedrale. Non stupisce se, più volte, nei discorsi da parte dei rappresentanti istituzionali si sono pronunciate le parole «relazioni strategiche». «Cresce la consapevolezza di essere molisani e si rafforza l'amicizia» ha detto Iorio, spiegando che l'obiettivo è quello di «essere sempre più vicini e pensare l'importanza di queste relazioni».

Non stupisce se, allora, quello che si celebrerà a Isernia sarà una sorta di passaggio del testimone. Il vecchio e il nuovo. Gli anziani e, poi, i giovani. Ma i legami, quelli restano. «Lavoriamo per essere un'unica grande regione» è l'essenza dell'appello di Iorio. Di fronte ci sono i più importanti nomi che i funzionari regionali hanno potuto scovare in giro per il mondo, il fior fiore della molisanità anche se un po' annacquata da slang, da dialetti che mischiano l'inglese con la parlata tipica degli italiani d'oltreoceano. «All'onorevole Amato Berardi - conclude Iorio rivolgendosi al deputato presente in sala ed eletto nella circoscrizione Nord America per il PdL - l'invito ad affrontare il problema del voto all'estero. Questa organizzazione aveva tante premesse positive ma oggi si avverte l'esigenza che sia regolamentata meglio». L'attualità racconta il resto. (Roberta Muzio-Il Tempo, 19/05/2010)

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