ITALIANI ALL’ESTERO
Fabio Polenghi aveva girato decine di Paesi. Era in Thailandia da 3 mesi.
“Ogni giorno è un regalo”, il suo ultimo messaggio
Ucciso fotoreporter a Bangkok. Napolitano in contatto
con
Un migliaio gli italiani nella capitale tailandese: la
nostra Ambasciata li invita a non uscire di casa
ROMA - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
ha appreso “con commozione la tragica notizia” della morte del fotoreporter
Fabio Polenghi durante gli scontri fra governo e ‘camicie rosse’ a Bangkok.
Il Quirinale è in contatto con l’Unità di crisi della Farnesina affinché siano
“rigorosamente accertate le circostanze e le responsabilità di quanto accaduto”.
Fabio Polenghi, 45 anni, di Milano, era in Thailandia
da 3 mesi. E’ stato ucciso nei pressi di Saladeng, a poca distanza dall’accampamento
delle ‘camicie rosse’ appena conquistato dai militari. Polenghi è stato colpito
al torace e all’addome. Dei colleghi lo hanno caricato su una motocicletta ma
la corsa verso l'ospedale è stata vana. In 29 anni di lavoro, dal 2004 come
free lance, Polenghi aveva girato decine di Paesi, soprattutto in America centrale
e meridionale: Brasile, Bahamas, Cuba, Honduras, Haiti, Giamaica e Messico.
Polenghi aveva collaborato con Emergency. Un paio d’anni
fa si era proposto di fare delle foto per l'organizzazione umanitaria e per
qualche settimana era stato nel suo ospedale in Cambogia.
“Ogni giorno è un regalo, fai del tuo meglio per essere
felice. Ama tutti”: questo l’ultimo messaggio di Polenghi, scritto pochi giorni
fa sulla sua pagina personale di Facebook.
A Bangkok è scattato il coprifuoco e l'Ambasciata italiana
invita i connazionali nella capitale thailandese a rimanere a casa. Gli italiani
che risiedono a Bangkok sono poco meno di un migliaio. “I connazionali sono
stati invitati da noi con ogni mezzo, per telefono, sms e quant’altro, a restare
a casa, soprattutto in questo momento”, ha spiegato l’ambasciatore Michelangelo
Pipan interpellato dai media. (