RASSEGNA STAMPA
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Frattini-Gheit: «Italia-Egitto, un ponte
per unire il Mediterraneo»
ROMA - Oggi si tiene a Roma, alla presenza del presidente egiziano Mubarak e del presidente del Consiglio italiano Berlusconi, il terzo vertice intergovernativo fra Italia ed Egitto, testimonianza di una stagione eccezionale delle relazioni fra i due Paesi. Italia ed Egitto sono partner strategici a livello bilaterale, regionale e globale.
I rapporti bilaterali tra l'Italia e l'Egitto hanno acquisito una dimensione straordinaria, distinguendosi, soprattutto negli ultimi anni, per un'intensità senza precedenti di incontri e collaborazioni a tutti i livelli, politico, economico, culturale, scientifico. L'interscambio ha raggiunto nel 2008 i 5 miliardi di euro, facendo dell'Italia il primo partner commerciale europeo dell'Egitto; oltre 600 aziende italiane sono attive in Egitto, con iniziative strategiche ne settori chiave dei trasporti, dell'energia, dell'ambiente, delle telecomunicazioni, delle banche, della ricerca e formazione.
La ricchezza dei
rapporti culturali è testimoniata dal successo dell'Annc della scienza e della
tecnologia, conclusosi a fine 2009, dalla nascita dell'Università italo-egiziana
del Cairo e dall'aumento vertiginoso delle richieste di insegnamento della lingua
italiana in Egitto. In Italia,
Sul piano regionale, Italia ed Egitto condividono l'impegno per fare del Mediterraneo e del Medio Oriente una grande area di benessere e prosperità, nell'interesse di tutti. Il partenariato euro-mediterraneo che stiamo costruendo, sostanziatosi nell'unione per il Mediterraneo di cui l'Egitto è copresidente, rappresenta una tappa fondamentale di questo percorso di valorizzazione delle dinamiche di interdipendenza tra i Paesi del Mediterraneo in chiave di sviluppo di una regione dalle straordinarie potenzialità.
E' necessario dal nostro punto di vista superare gli ostacoli che hanno impedito una collaborazione pi profonda. Il pensiero va prima di tutto al conflitto israelo-palestinese. E' infatti nostra comune convinzione che sia davvero giunto il momento di realizzare una pace giusta e duratura in Medio Oriente, basata sulla fine dell'occupazione iniziata nel 1967 e sulla costituzione di uno Stato Palestinese indipendente che viva in pace con i suoi vicini. Tutta la comunità internazionale condivide con noi il medesimo convincimento. Questo risultato dovrebbe essere raggiunto attraverso negoziati politici credibile e seri, che sostengano chi vuole la pace ed isolino i nemici della pace. Gli Stati Uniti, l'Europa e i Paesi Arabi stanno tutti lavorando per questo obiettivo malgrado molte difficoltà.
La pace in Medio Oriente non potrà mai essere duratura se non sarà comprensiva, e se non sistemerà tutte le questioni ancora aperte fra le parti. In questo modo daremo ai popoli della regione la speranza in un futuro sicuro e stabile, consentendo loro di concentrare gli sforzi nel perseguimento della prosperità e dello sviluppo. Italia ed Egitto possono certamente svolgere un ruolo importante al riguardo.
Infine, a livello
globale, siamo entrambi convinti del ruolo che l'Egitto può e deve giocare come
grande Paese democratico medio-orientale e africano che si affaccia sul piano
della governance mondiale. E' per questo motivo che l'Italia, come Presidente
del G8, ha invitato nel
Siamo ben consapevoli
di come le comuni radici collocate nel Mediterraneo e lo sguardo proiettato
verso un futuro comune si stiano inevitabilmente traducendo in un forte approfondimento
dei rapporti fra Unione Europea e Egitto, che l'Italia sostiene da tempo, nella
convinzione che il dialogo politico e strategico fra europei ed egiziani debba
farsi sempre più intenso. Un primo importante risultato sarà costituito dal
vertice fra Ue e Egitto che avrà luogo a Barcellona il prossimo 6 giugno, cui
guardiamo con grande attesa perché segnerà un momento fondamentale nel percorso
per unire sempre di più le due sponde del Mediterraneo, sancendo il salto di
qualità anche sul piano formale delle relazioni fra Ue e Egitto per cui l'Italia
si è fortemente adoperata. (Franco Frattini e Ahmed Aboul Gheit - “
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