UNIONE EUROPEA-AMERICA LATINA
Una serie di accordi al vertice di Madrid
In preparazione per
novembre a Sanremo seminario per operatori di giustizia: affronterà le tematiche
relative ai flussi di immigrazione dall'America latina verso l’Italia
ROMA - Una serie di accordi ha segnato il vertice Ue-America Latina-Caraibi svoltosi a Madrid con la partecipazione dei leader di 60 paesi dei due continenti. Per l’Italia ha partecipato il ministro degli Esteri Franco Frattini che nel corso di una conferenza stampa ha spiegato i motivi della candidatura di Milano a sede della Fondazione Eurolat, la cui creazione è stata annunciata dal presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso.
Frattini
ha anche annunciato - riferisce
Frattini ha spiegato, inoltre, che il documento finale riguardante l’accordo con il Mercosur contiene “una formula accettabile, che lascia aperta una possibilità di compromesso, che non dà la prevalenza né all'una né all'altra delle opzioni più radicali: da un lato quella più spiccatamente difensiva degli interessi economici europei, dall'altra quella di totale abbattimento di ogni frontiera e barriera”.
Quanto ai rapporti tra Europa e Cuba, il ministro ha affermato che una normalizzazione dei rapporti è possibile solo se il governo dell’Avana ripristinerà “alcuni diritti fondamentali, che oggi riteniamo non rispettati”, in particolare quelli dell'opposizione e dei dissidenti politici.
Quanto
agli altri temi del vertice - lotta al crimine organizzato, traffico internazionale
di droga e gestione dei flussi di immigrazione - Frattini ha sottolineato che
l’Italia oltre alle iniziative già assunte nel campo della formazione di ufficiali
anti-droga, sta organizzando, per novembre, a Sanremo un seminario sul tema
delle politiche dell'immigrazione per gli operatori della giustizia dei paesi
latinoamericani. Il seminario affronterà le tematiche relative ai flussi di
immigrazione dall'America latina verso l'Italia ed eventualmente i flussi tra
paesi latinoamericani. Temi che, ha rilevato Frattini, vanno affrontati con
“grande sensibilità” considerata "l'affinità culturale e storica"
che l'Italia ha con questo gruppo di paesi. (