ITALIANI ALL’ESTERO
Puglia: cordoglio di Nichi
Vendola per i due militari morti in Afghanistan
Da Maniglio (Pd) la proposta
di “sostenere concretamente” le famiglie dei soldati pugliesi caduti in missioni
all’estero
BARI – “E’ una notizia che suscita rabbia e dolore”.
Così il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola dopo il tragico attentato in Afghanistan che ha ucciso
il caporalmaggiore Luigi Pascazio, originario di Bitetto
(Bari) e il sergente Massimiliano Ramadù di Velletri (Roma).
Vendola esprime alle famiglie delle vittime
“il cordoglio mio e dell’intera comunità pugliese”. “Questo – aggiunge - non
è il momento delle polemiche, ma è il tempo della solidarietà e della vicinanza
ai parenti delle vittime”. “Verrà il tempo – conclude Vendola
– di riflettere seriamente, e nelle sedi competenti, sull’evoluzione della missione
in Afghanistan”.
“Profondo cordoglio, a titolo personale e a nome dell’intero
gruppo consiliare Pdl”, è espresso dal capogruppo
nel Consiglio regionale pugliese Rocco Palese alla famiglia del caporale Luigi
Pascazio. “Per l’ennesima volta
Cordoglio anche del consigliere regionale Pd Antonio
Maniglio. Che fa una proposta: “all’insediamento del nuovo
Consiglio regionale, previsto per il 27 maggio, il presidente del Consiglio
regionale legga, in apertura dei lavori, i nomi di tutti i militari pugliesi
caduti in missione di pace. Con l’impegno, da assumere con specifica legge,
di sostenere concretamente le famiglie dei soldati pugliesi deceduti”. “Sarebbe
un gesto semplice e dignitoso – spiega il consigliere – per onorare la memoria
di tante giovani vite spezzate da mani assassine”.
Per il consigliere regionale e portavoce di Alleanza
Puglia, Antonio Buccoliero “il sacrificio del sergente
Ramadù, del caporalmaggiore Pascazio e di quanti, in questi anni, hanno perso la vita
in delicate missioni di pace all'estero deve rappresentare uno sprone, perchè l’impegno dell'Italia e dei nostri soldati vada avanti
con coraggio e generosità; dare un futuro a terre martoriate significa non rendere
vana la morte di tanti nostri figli”. (