INFORM - N. 95 - 17 maggio 2010


ITALIANI ALL’ESTERO

Puglia: cordoglio di Nichi Vendola per i due militari morti in Afghanistan

Da Maniglio (Pd) la proposta di “sostenere concretamente” le famiglie dei soldati pugliesi caduti in missioni all’estero

 

BARI – “E’ una notizia che suscita rabbia e dolore”. Così il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola dopo il tragico attentato in Afghanistan che ha ucciso il caporalmaggiore Luigi Pascazio, originario di Bitetto (Bari) e il sergente Massimiliano Ramadù di Velletri (Roma).

Vendola esprime alle famiglie delle vittime “il cordoglio mio e dell’intera comunità pugliese”. “Questo – aggiunge - non è il momento delle polemiche, ma è il tempo della solidarietà e della vicinanza ai parenti delle vittime”. “Verrà il tempo – conclude Vendola – di riflettere seriamente, e nelle sedi competenti, sull’evoluzione della missione in Afghanistan”.

“Profondo cordoglio, a titolo personale e a nome dell’intero gruppo consiliare Pdl”, è espresso dal  capogruppo nel Consiglio regionale pugliese Rocco Palese alla famiglia del caporale Luigi Pascazio. “Per l’ennesima volta la Puglia è toccata al cuore e paga con la vita di un giovane militare il suo impegno cospicuo nella fondamentale missione di pace che il nostro Paese compie. Alla memoria di Luigi Pascazio e alla sua famiglia vanno tutti i nostri sentimenti di orgoglio nazionale, di cordoglio e di grande vicinanza”.

Cordoglio anche del consigliere regionale Pd Antonio Maniglio. Che fa una proposta: “all’insediamento del nuovo Consiglio regionale, previsto per il 27 maggio, il presidente del Consiglio regionale legga, in apertura dei lavori, i nomi di tutti i militari pugliesi caduti in missione di pace. Con l’impegno, da assumere con specifica legge, di sostenere concretamente le famiglie dei soldati pugliesi deceduti”. “Sarebbe un gesto semplice e dignitoso – spiega il consigliere – per onorare la memoria di tante giovani vite spezzate da mani assassine”.

Per il consigliere regionale e portavoce di Alleanza Puglia, Antonio Buccoliero “il sacrificio del sergente Ramadù, del caporalmaggiore Pascazio e di quanti, in questi anni, hanno perso la vita in delicate missioni di pace all'estero deve rappresentare uno sprone, perchè l’impegno dell'Italia e dei nostri soldati vada avanti con coraggio e generosità; dare un futuro a terre martoriate significa non rendere vana la morte di tanti nostri figli”. (Inform)

 


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