ITALIA-ARGENTINA
A Roma aperte le Giornate di collaborazione universitaria
italo-argentina
Riconoscimento dei titoli di studio, collaborazione su
ricerca e innovazione tecnologica, sprovincializzazione
dei sistemi universitari, sinergia tra mondo dell’impresa e formazione le linee
guida alla base della promozione del modello di cooperazione universitario tra
i due Paesi
ROMA – Aperte stamani a Roma, presso
Cooperazione nella ricerca, per il trasferimento
delle conoscenze - specie quelle riguardanti le innovazioni tecnologiche, -
e riconoscimento dei titoli di studio: questi alcuni dei punti all’ordine del
giorno di questi lavori – che proseguiranno domani a Camerino, poi ad Ascoli
Piceno e Benedetto del Tronto mercoledì 19 maggio, – annunciati dal direttore
di
L’incaricata d’affari dell’Ambasciata argentina a Roma
Norma Nascimbene de Dumont
ha sottolineato “i vincoli che legano Italia e Argentina, sin dalla nascita
della Repubblica” ed ha ringraziato il Mae per l’impegno
speso nel rafforzamento dei legami universitari tra i due Paesi -legami già
saldi se si pensa a circa 150 accordi interuniversitari ad oggi censiti tra
i due Stati. “Ciò che può accrescersi con il proseguimento di questa collaborazione
– ha rilevato
E sulla maggiore integrazione tra università e mondo
imprenditoriale ha insistito anche
Tra gli impegni, prioritaria “l’attrazione di studenti
stranieri nei nostri atenei – prosegue Greco – per una provincializzazione del
sistema universitario italiano”. Per una maggiore integrazione con
Mentre Raffaele Campanella dell’Istituto Italo-latino Americano (IILA) ha sottolineato come “i ritardi
strutturali ancora presenti nel subcontinente possano essere recuperati solo
attraverso investimenti nei settori della ricerca, della formazione e della
tecnologia”,
Nel corso del dibattito seguito agli interventi di apertura,
Guillermo Tamarit, presidente
della Commissione per gli accordi internazionali della Conferenza dei rettori
delle università del Nord Est della provincia di Buenos Aires, ha ricordato
il contributo delle università alla “costruzione di senso sociale della collettività
in cui sono inserite, indispensabile al mantenimento di un’identità culturale,
specie in un contesto sempre più globalizzato” e segnalato la necessità di trasformare
un modello di competizione in un “meccanismo di cooperazione”.
Raimondo Cagiano de Azevedo, direttore del CUIA, ha rilevato l’importanza di una
collaborazione che assecondi anche il processo di integrazione delle diverse
aree dell’America latina, mentre sul ruolo e l’impegno del Consorzio si è soffermato
l’intervento di Giorgio Franceschetti, coordinatore
scientifico. Il CUIA oggi riunisce 25 atenei italiani e finanzia seminari, convegni,
borse di studio, summer school e ricerche su aree di interesse comune. Su quest’ultimo
fronte, il bando relativo al 2009-
In quest’ultimo campo ha illustrato l’impegno dell’Università
per stranieri di Perugia Emidio Diodato, ricordando
anche il ruolo degli accordi interuniversitari per lo cooperazione alla pace
e allo sviluppo. “La sfida del presente – ha detto Diodato – è proseguire la diffusione di lingua e cultura italiana
nel progressivo passaggio dalla seconda alla terza generazione di emigrati italiani
in Argentina, proprio mentre il Brasile sta mettendo in campo uno sforzo notevole
per l’insegnamento della lingua portoghese in tutta l’area latino-americana”.
Gianfranco Franz, dell’Università di Ferrara, ha presentato
alcune iniziative svolte nell’ambito dei progetti di collaborazione già avviati
con il Sudamerica (in particolare, una ricerca – finanziata dal CUIA – sul recupero
e la valorizzazione dei beni storico-architettonici di origine italiana presenti
in Argentina, che presto verrà pubblicata in Italia). “Mentre il Brasile risponde
in modo propositivo a questo tipo di iniziative – ha segnalato Franz, – la risposta
dell’Argentina necessita di sostegno da parte dell’Italia, e dalla creazione
di partenariati che coinvolgano, oltre alle università, municipalità e
governi locali”.
Infine, il segretario generale della Società Dante Alighieri,
Alessandro Masi, ha ricordato la fitta presenza dei Comitati della Società in
tutta l’America latina: “sui 163 censiti nell’area – ha puntualizzato Masi –
123 si trovano in Argentina e costituiscono un punto di riferimento costante
per l’apprendimento della lingua italiana all’estero”. Masi sottoscrive per
intero l’impegno delle università nei confronti dell’innovazione tecnologica
“indispensabile anche per l’aggiornamento dei sistemi didattici, la formazione
dei docenti e il meccanismo di certificazione dell’apprendimento linguistico”.
Masi annuncia che questo sarà uno dei temi di riflessione del primo congresso
d’area dei Comitati della Dante in America latina, previsto per il mese di settembre.
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