INFORM - N. 94 - 14 maggio 2010


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “Tribuna Italiana”

36ª Feria Internacional del Libro de Buenos Aires: L'Italia non c'è...

 

BUENOS AIRES - Dicono che quest’anno al bancone delle informazioni, la domanda più ricorrente sia stata “Dov’è lo stand dell’Italia?”, la quale ha avuto sempre la stessa laconica risposta: “L’Italia non c’è”.

Una risposta che ha provocato non poco stupore, se si considera non solo che circa il 50 per cento della popolazione è di origine italiana, ma anche il fatto che esiste tra l’Italia e l’Argentina un profondo, antico rapporto culturale.

Un’assenza che ha liberato ogni tipo di fantasia alla ricerca di una spiegazione plausibile di un perché. Qualcuno l’ha attribuito all’evidente periodo di freddezza che attraversano i rapporti tra i due paesi; altri alla storia dei tango bond; altri ancora ad un altro anello della catena di tagli in ogni settore, compreso quello culturale, che l’attuale governo del Bel Paese sembra aver deciso come politica nei confronti degli italiani all’estero, tra le altre spiegazioni.

Uno stupore e un’amarezza generali, che ha provocato che in tanti cercassero un responsabile, un “chivo expiatorio”, tra gli enti di rappresentanza della collettività: Comites, CGIE, Associazioni Culturali e persino i nostri parlamentari, che non sarebbero stati lesti ad occuparsi di questo tema.

Una assenza che ha provocato perfino un fatto insolito e cioè, che sia stato rispecchiato dalla stampa italiana, anche se solo attraverso una lettera al direttore, pubblicata dal Corriere della Sera.

C’è da sottolineare che la “Feria Internacional del Libro de Buenos Aires” è considerata tra i maggiori eventi culturali di ogni anno, non solo dell’Argentina, ma di tutta l'America Latina, che ogni anno è visitata da un numero crescente di pubblico che quest’anno ha superato il milione e duecentomila presenze che, sempre quest’anno, hanno comprato un venti per cento in più rispetto all’anno scorso e che ad essa hanno partecipato 1365 espositori, comprese le rappresentazioni ufficiali attraverso gli stand delle ambasciate.

In questa edizione, e al di là delle tradizionali presenze di paesi quali la Spagna, la Francia, la Germania, gli Stati Uniti o i Paesi latinoamericani, c’erano, fra gli altri, l’Ucraina, l’Armenia, l’India, la Corea ...ma non l’Italia!

Uno stand che in anni precedenti c’era e che abbiamo visitato e che fino ad allora ha rappresentato un luogo di incontro tra gli amanti della cultura italiana, dove conoscere nuovo materiale offerto dalle case editrici italiane e dove sono stati accolti personaggi dello spessore di Claudio Magris o Dacia Maraini, solo per citare due grandi autori presenti nelle precedenti edizioni.

Un appuntamento d’obbligo per quanti desiderosi di abbeverare alle radici della cultura italiana, a conoscere la lingua, la cultura, gli autori. Così come le suggestive richieste di oriundi, delle quali siamo stati testimoni, che volevano parlare la lingua di Dante, o cercavano elementi utili alla ricerca di libri o carte per conoscere la terra dove era nato il “nonno”. Una rassegna che riserva una giornata a ognuno dei paesi partecipanti, che quest’anno ha registrato l’assenza della Giornata dell’Italia.

Uniche due eccezioni, sono state la presenza di Alessandro Baricco, invitato dalla sua casa editrice e la presentazione di due libri per l’insegnamento dell’italiano da parte della Alma Edizioni, con suo partner l’editrice SB dell’Argentina, e l’Associazione Dante Alighieri di Buenos Aires.

C’è da ricordare che quest’anno 2010. la Feria lo ha dedicato alla celebrazione del Bicentenario dell’Argentina, una storia nella quale la comunità italiana ha avuto un ruolo fondamentale nella definizione della cultura e dell’identità del Paese.

C’è da sperare che i responsabili di questa assenza dell’Italia, si degnino a dare una spiegazione alla comunità italiana, con l’augurio che l’anno venturo non si ripeta questa amara esperienza, non senza ricordare che in un mondo in crisi, nel quale predomina il materialismo, il contatto con i libri e gli autori ci offre un pò di consolazione, di felicità, un sentimento che purtroppo, in questa occasione, l'Italia ce l’ha negato.  (Walter Ciccione-Tribuna Italiana/Ingotm)

 

 


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