CHIESA ITALIANA
Giustizia sociale, bene comune e immigrazione
Una riflessione di mons. Giancarlo Perego
(Migrantes) in margine al documento preparatorio della Settimana Sociale 2010
ROMA - Cinquant’anni fa, nel 1960, la 33ma Settimana
Sociale dei cattolici italiani si svolgeva a Reggio Calabria sul tema “Le migrazioni
interne e internazionali nel mondo contemporaneo”. Cinquant’anni dopo, a Reggio
Calabria, coniugando bene comune tra il locale il globale, nella 46ma Settimana
Sociale dei cattolici italiani, ritorna nell’Agenda di speranza per il futuro
del Paese il tema della mobilità. Se nel 1960 il tema della mobilità era coniugato
soprattutto con l’emigrazione italiana e i problemi ad essa connessi,
Già nel 1960, nella prolusione alla Settimana, il Card. Giuseppe Siri scriveva, quasi profeticamente, che di fronte alle migrazioni occorre richiamare il tema della giustizia sociale: “La giustizia sociale cura la ragionevole distribuzione dei beni della terra tra gli uomini. Comprende la giustizia commutativa, la giustizia legale e la distributiva, ma allarga il campo di tutte e tre le forme di giustizia inducendo un titolo nuovo per la attribuzione di qualcosa agli uomini singoli od associati e cioè il titolo della destinazione primigenia universale di tutti i beni della terra, titolo che non scompare del tutto neppure nel fatto della acquisizione di proprietà privata, sacrosanta nel diritto nazionale. La giustizia sociale è quella che dà di essere a pieno titolo e con tutte le conseguenze membro, parte, anima della comunità degli uomini. Parte da una comunanza di natura e tende ad arrivare ad una sufficiente e ragionevole comunanza di condizione”.
Andando al documento preparatorio della prossima Settimana sociale del 2010 ritroviamo come punto di partenza della riflessione una “marcata globalizzazione” nel mondo contemporaneo che chiede un orientamento al bene comune, declinandolo nelle diverse situazioni di oggi dove è più a rischio o può trovare nuova forza. In questa direzione, noi incontriamo il “problema risorsa dell’immigrazione” come una delle direttrici per riprendere a crescere sulla base del bene comune. I numeri 25-26 del documento preparatorio indicano nell’inclusione la strada maestra, costruita con intelligenza.
In particolare,
il documento ci invita a guardare a chi costruirà il futuro del nostro Paese:
i figli degli immigrati che oggi sono il 16,4% dei nuovi nati e che vede già
600.000 bambini nati da almeno un genitore straniero in Italia. E guardando
a loro
* Direttore generale della Fondazione Migrantes