INFORM - N. 93 - 13 maggio 2010


CGIE

Maria Rosa Arona : “Pagamento delle pensioni Inps in Argentina: Una storia che si ripete”

 

BUENOS AIRES - La Commissione Sicurezza e Tutela Sociale del CGIE si é riunita il 26 aprile scorso con il Direttore delle Convenzioni Internazionali dell’INPS, Salvatore Ponticelli, per avere informazioni  circa la licitazione finalizzata al pagamento delle pensioni INPS all’estero.

In quell’occasione  l’INPS non ha informato sulla lettera che nel mentre,  l’Istituto di Credito delle Banche Popolari italiane (ICBPI) inviava ai  pensionati comunicando  che in attesa di verificare l’esistenza in vita , la rata di pensione del mese di maggio, e forse anche le successive , sarebbero state  riscosse presso uno sportello della Western Union.

La mancanza  d’informazione, e l’improvvisazione con la quale si decide cambiare ufficio pagatore, in un momento in cui si attende che sia un’altra la banca  che pagherá le pensioni all’estero dell’INPS,  ha creato forti disagi e preoccupazione tra i pensionati.

La banca ITAU´che in Argentina paga le pensioni dell’INPS, aveva tra i suoi obblighi quelli di verificare l’esistenza in vita dei pensionati, che nella maggior parte dei casi si recavano di persona allo sportello bancario per riscuotere la pensione. Nel caso in cui il pensionato avesse un delegato alla riscossione, la banca doveva chiedere ,  nei termini fissati dall’accordo, il certificato di esistenza in vita del pensionato. Evidentemente, chi doveva monitorare il corretto e trasparente funzionamento del pagamento delle pensioni,  non l’ha fatto, ed ancora una volta sono i pensionati a pagare, in termini concreti, le inadempienze del sistema.

Riconosciamo  la complessitá  dei meccanismi di pagamento delle pensioni INPS all’estero, ma dobbiamo, d’altra parte, evidenziare la mancanza  di risposte efficaci  da parte dell’Istituto previdenziale.  Nonostante l’espressioni di disponibilitá, nella prassi di fronte alle domande di chiarimenti, alle richieste di utilizzare meccanismi trasparenti di comunicazione ai pensionati, ed alla necessitá di monitorare le condizioni pattuite in ambito di licitazione, per mettere di fronte alle proprie responsabilitá all’ICBPI e le sue banche associate  nel mondo, l’INPS non risponde.

In breve facciamo una descrizione delle difficoltá che si riscontrano:

1) Molti  pensionati che riscuotevano la prestazione direttamente allo sportello, e quindi possono dimostrare la loro “esistenza in vita” sono dirottati dall’ITAU’ alla Western Union;

2) Gli sportelli della Western Union possono pagare fino a un certo importo ( dollari USA 7500).Superato tale monto, i pensionati devono tornare un altro giorno o mettersi alla ricerca di un’altro sportello;

3) L’importo della ricevuta è in euro, mentre il pagamento avviene in pesos  o in dollari USA, non specificando  il tipo di cambio applicato, ma nella realtá si osserva uno svantaggio per il pensionato;

4) Abbiamo appreso che la Western Union non certifica l’esistenza in vita, nonostante il pensionato riscuota di persona allo sportello, ma è necessario inviare detto  certificato alla sede dell’ICBPI di Roma. Non si comprende pertanto il motivo per il quale questa “operazione” non sia stata incaricata alla banca pagatrice, cioé l’Itaú. Dall’altra parte, risulta molto suggestivo  che i direttivi dell’ITAU´abbiano inviato una comunicazione ai Patronati dichiarandosi ignari di quanto deciso dall’ICBPI.

5) Neppure s’informa, se dal mese prossimo le modalità di pagamento e la banca pagatrice saranno ripristinate a come erano fino al mese di aprile.

La situazione di confusione  non é solo verso i pensionati, che sono inoltre le vittime di un sistema che non li mette al centro dell’attenzione, e che dovrebbe essere funzionale ai loro bisogni, ma anche agli addetti ai lavori, come i patronati, che non sono stati informati previamente.

A questo punto è URGENTE e fondamentale che l’INPS faccia chiarezza sulla situazione creatasi, visto che in breve termine scadrá l’accordo con l’ICBPI,  ed informi quali procedure e tempi saranno messi in atto a partire del risultato della gara d’appalto. (Maria Rosa Arona*/Inform)

*Presidente della Commissione Tutela e Sicurezza Sociale del CGIE

 

 


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