RASSEGNA STAMPA
Su “Il Piccolo” di Trieste intervista al
ministro degli Affari Esteri
Franco Frattini: «Adesso Eurolandia è al
sicuro»
ROMA - Sono state le 48 ore più lunghe per l'Unione europea. Dal decreto salva-Grecia al Fondo salva-Stati, tutti in difesa per salvare l'euro dall'attacco speculativo in corso. Economia, finanza, ma anche diplomazia sono stati gli ingredienti di questa maratona, cosi come conferma il ministro degli Esteri, Franco Frattini che domani sarà a Cividale e a Trieste.
Non è stato un momento facile per
l'Europa...
Direi proprio di no, colloqui diplomatici e contatti si sono succeduti senza tregua.
L'inizio è stato critico con le
esitazioni della Germania sul fondo salva-Grecia...
Le esitazioni tedesche avevano tutte motivazioni di politica interna ovviamente per le preoccupazioni del governo tedesco di essere in qualche modo chiamato come più grande contributore della zona euro a dovere sopportare il carico maggiore. Evidentemente il fatto che vi fossero delle elezioni di straordinaria importanza (Nord Reno-Westfalia ndr.) che poi hanno avuto un esito negativo per la coalizione di governo aggravava naturalmente queste preoccupazioni.
Per
Evidentemente in Germania si respirava un'atmosfera in cui l'opinione pubblica in qualche modo rimproverava quasi al governo di dover impegnarsi a pagare per un Paese che aveva commesso degli errori gravi, addirittura con dei conti pubblici non corrispondenti alla realtà, come poi è emerso.
Alla fine per ha prevalso l'europeismo
della Merkel...
Sì, alla fine ha prevalso il senso
profondamente europeo della Germania con evidentemente anche la percezione che
se si fosse lasciata la situazione incancrenirsi neppure
Qual è stato l'argomento che ha
indotto il cambiamento tedesco?
E’ stato quello di vedere peggiorare
di giorno in giorno da un lato la situazione con gli attacchi speculativi rivolti
oramai anche contro altri Paesi come il Portogallo, ma soprattutto, dall'altro,
vedere aumentare il conto da pagare e quindi a quel punto, dopo una importante
sessione di consultazioni dei principali leader europei - è chiaro che qui hanno
giocato i Paesi in difficoltà come
Che cos'è emerso da queste consultazioni?
E’ emersa una decisione in cui l'Europa
pone una garanzia politica e finanziaria contro gli attacchi speculativi, perché
il “fondone” da 440 miliardi non è un cash, è un fondo in cui gli Stati dicono,
ove occorra, noi garantiremo fino a 440 miliardi le emissioni di titoli pubblici
e questo è evidentemente il deterrente che i mercati aspettavano. Poi c'è anche
il fondo di 60 miliardi che userà
Qual è il suo punto di vista a elezioni
tedesche oramai svolte?
Dobbiamo dare atto ancor più al
cancelliere Merkel del suo coraggio politico, perché
Poi però è rimasto a pesare un po'
su tutto il no del Regno Unito al pacchetto salva Stati...
Il nodo della Gran Bretagna è stato
indirettamente risolto dicendo, il “fondone” da 440 miliardi riguarda solo i
Paesi dell'euro,
Potevamo aspettarci qualche cosa
di diverso?
Francamente credo di no. Con un governo Brown che già non c'era più e praticamente con un governo Cameron che ancora non si era insediato, c'era poco da sperare.
Se ci fosse stato un governo Brown
in carica avrebbe cambiato le cose?
Credo proprio di no, poi il problema
è questo, se si fosse esteso il “fondone” a tutti i Paesi europei non euro beh,
avremmo dovuto chiamare all'appello anche
L'Italia per evitare attacchi speculativi
come si sta muovendo?
L'Italia non adotterà una misura
specifica, non adotterà una manovra aggiuntiva, adotterà
Resta comunque un impegno degli
Stati dell'euro...
Certo, quello a mantenere una dinamica
di rigore molto