INFORM - N. 93 - 13 maggio 2010
FARNESINA
Conferenza internazionale sul dialogo tra
religioni e culture
L’intervento del sottosegretario Scotti
sulle religioni nelle relazioni internazionali
ROMA - "Religioni,
culture e diritti umani: un rapporto complesso e in evoluzione": è il tema
al centro della Conferenza internazionale che si conclude oggi 13 maggio alla
Farnesina con la partecipazione di filosofi e rappresentanti di alcune fra le
più diffuse religioni. Organizzata dalla sede italiana di "Religions for
peace" ed Ispi la conferenza è stata introdotta dal capo dell’Unità di
Analisi e Programmazione, Pasquale Ferrara, ed aperta dal Segretario Generale
della sede italiana di "Religions for Peace", Luigi De Salvia e dal
Direttore Generale per la Cooperazione Politica multilaterale e dei diritti
umani (DGCP), Stefano Ronca.
Il tema delle
religioni nelle relazioni internazionali è stato al centro dell’intervento del
Sottosegretario Vincenzo Scotti secondo il quale il "governo italiano apprezza
e sostiene le iniziative di approfondimento sulla possibilità e sull’aspettativa
di una positiva influenza delle religioni nella politica internazionale e soprattutto
nella direzione di porre basi solide per la pace, la cooperazione e lo sviluppo
dei popoli".
L’Italia, ha ricordato
Scotti, "partecipa attivamente alle principali iniziative lanciate sul
tema generale del dialogo e della cooperazione tra i vari e ricchissimi contesti
religiosi e culturali": con la Turchia opera in un "Foro
di dialogo". In Kosovo il contingente italiano nel Kfor svolge, tra i suoi
compiti, anche quello relativo alla protezione dei siti religiosi e culturali
serbo-ortodossi di notevole importanza, mentre finanziamenti dell’Italia sono
stati concessi per progetti di restauro e conservazione del patrimonio religioso
e culturale. Nell’area del Mediterraneo e del Medio Oriente – ha proseguito
Scotti – le attività relative al dialogo interculturale e interreligioso si
svolgono principalmente attraverso la Fondazione Euro-Mediterranea,
Anna Lindh. Nel continente asiatico la partecipazione dell’Italia è assicurata
all’"Interfaith dialogue" dell’Asem, mentre per quanto riguarda l’Africa
l’Italia siè fatta promotrice di seminari di dialogo religioso in Etiopia ed
Eritrea. L’Italia, inoltre è stata fin dall’inizio fra i sostenitori dell’iniziativa
dell’"Alleanza delle civiltà", entrando a far parte del gruppo "Amici
dell’AoC" e condividendone gli obiettivi relativi al dialogo con l’Islam
nella regione mediterranea. In tali contesti – ha affermato Scotti – "abbiamo
sottolineato che noi consideriamo la libertà di opinione, di coscienza e di
religione come un diritto fondamentale della persona, che, come tale, pur con
modalità di attuazione tipiche di ogni contesto, riguarda tutte le culture e
convenzioni, senza distinzioni", nel contempo, in particolare per quanto
riguarda l’elemento religioso "riteniamo che nella realtà odierna delle
relazioni internazionali" esso "non è soltanto fattore di tensione,
incomprensione o conflitto, maè destinato ad assumere rilievo su grandi temi
e sfide comuni che vanno dalla bioetica al clima, dalla pace all’economia".
(Inform)