INFORM - N. 91 - 11 maggio 2010


ITALIANI ALL’ESTERO

Celebrazioni del 150° anniversario alla presenza del  Capo dello Stato

L’assessore Nencini a Salemi: “Unità d’Italia, iniziative anche per i toscani all’estero”

 

SALEMI – “I festeggiamenti per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia coinvolgeranno attivamente anche le comunità dei Toscani all'estero, attraverso una serie di iniziative da organizzare sul territorio regionale ma anche in città di altri stati nelle quali è più diffusa la presenza di nostri concittadini”.

Lo ha detto Riccardo Nencini, assessore della Regione Toscana al bilancio e rapporti istituzionali con delega ai rapporti con le comunità dei toscani all’estero, partecipando oggi alle iniziative per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia a Salemi, in Sicilia, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Firenze e la Toscana contribuirono in modo determinante alla formazione culturale della nascente Italia – ha spiegato Nencini, dopo aver incontrato e salutato cordialmente il presidente della Repubblica - e lo fecero anzitutto attrav erso la diffusione della lingua italiana; Alessandro Manzoni, nel 1868, ammonì l'allora ministro dell'Istruzione affinché in tutte le scuole si insegnasse 'il toscano, ovvero l'italiano'. Lingua di scrittori, poeti, filosofi e politici che proprio in quegli anni già teorizzavano un'Europa unita dei popoli e delle culture, ma che nell'Europa di oggi, quella delle banche e della burocrazia, rischia di diventare un 'dialetto'. Diffondere e valorizzare la lingua italiana attraverso le comunità dei toscani all'estero è molto più di un momento rievocativo; direi invece che è un nostro dovere civile”.

“A questo si aggiunga la vocazione cosmopolita ed europea che la nostra regione non ha mai abbandonato; Firenze capitale fu la culla della multiculturalità del tempo, una città aperta e un modello di integrazione nel quale fiorirono in quegli anni numerose e attive comunità straniere che da tutta Europa, ma anche da altri continenti, trovarono un punto di riferimento culturale e sociale. Per non parlare delle innovazioni in altri campi, urbanistico e architettonico ma anche giuridico e dei diritti in particolare, che in quegli anni fecero della capitale d'Italia una frontiera avanzatissima”. (w.f./Inform)

 

 


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