CONVEGNI
Da oggi al 14 maggio, presso il Centro culturale “Saint
Louis” di Roma
L’impegno italiano ed europeo nella valutazione
delle competenze linguistiche indispensabile all’integrazione dei migranti
Un’analisi delle attività dell’Università
per Stranieri di Perugia precede oggi il Meeting dell’Associazione che raggruppa
gli enti certificatori dello studio delle lingue in Europa (ALTE), dal 12 al
14 maggio
ROMA – Un convegno
su quanto è stato fatto in Italia dal Centro per
Un’iniziativa che prepara i lavori del Meeting dell’ALTE (Association of Language Testers in Europe), l’organismo che raggruppa gli enti certificatori dello studio delle lingue in Europa, in programma dal 12 al 14 maggio nel medesimo Centro della capitale.
Obiettivo dell’incontro di oggi è infatti stimolare la condivisione e lo scambio di idee fra migranti, politici, linguisti, esperti di testing ed insegnanti, in direzione di uno sviluppo sempre più efficace di iniziative formative e valutative dell’italiano (e delle altre lingue d’Europa) rivolte ad immigrati.
Un’analisi di ciò che avviane a livello di certificazione della conoscenza linguistica nel contesto italiano ed europeo, insieme ai contributi dei partners dell’ALTE in materia (Associazione di cui il CVCL di Perugia è socio fondatore e unico organismo rappresentante la lingua italiana) e delle esperienze effettuate nel nostro Paese.
Quest’ultima porzione del convegno illustra in particolare l’approccio operativo adottato dal CVCL dell’Università per Stranieri di Perugia per rendere formazione e valutazione linguistica vicine e accessibili ai cittadini migrati nel nostro Paese da realtà extra europee.
Questi ultimi spesso non godono delle stesse possibilità finanziarie né delle stesse condizioni socioculturali di altri cittadini stranieri che hanno necessità d’imparare l’italiano e perciò il CVCL della Stranieri ha da tempo deciso di operare su questo fronte in collaborazione con i Centri Territoriali Permanenti e le associazioni di volontariato di settore operanti sul territorio nazionale. Per questa categoria di apprendenti, infatti, formazione e certificazione devono costituire un momento integrato nel corso del quale essi possano contare su un’adeguata assistenza.
In sede europea da tempo è maturata la consapevolezza che formazione e certificazione linguistica costituiscano lo strumento primario per una corretta integrazione dei cittadini immigrati. Consapevolezza a cui devono seguire opportune azioni politiche.
Le istituzioni scientifiche continentali che rilasciano certificati di conoscenza di una lingua europea (come lingua straniera) stanno da tempo concentrando risorse e sperimentazioni nell’individuazione di percorsi di formazione e di valutazione linguistica per quei cittadini che, provenendo da realtà extracomunitarie, giungono in Europa possedendo, sovente, un basso tasso di scolarizzazione e una scarsa conoscenza delle realtà nazionali d’arrivo.
Si discuterà di
questo tema nel corso del Meeting dell’ALTE, da domani, presentando le attività
prodotte nell’ambito di un progetto promosso dal Consiglio d’Europa per definire
i repertori linguistici nelle singole lingue continentali partendo dei descrittori
del “Quadro Comune di Riferimento per le Lingue”. (