VOTO ALL’ESTERO
Massimo
D’Alema in un’intervista a Mauro Bafile, direttore de “
“Non è giusto né possibile cancellare un
diritto, ma è necessario stabilire modalità più rigorose per l’esercizio di
voto”
CARACAS – Parla
del voto all’estero Massimo D’Alema in un’intervista concessa a Mauro Bafile
per il quotidiano italo-venezuelano “
Proprio rispetto
al Venezuela, dove si era parlato negli ultimi mesi di brogli e roghi di schede
elettorali finalizzati ad impedire la riconferma di Mariza Bafile alla Camera
dei Deputati, il presidente del Comitato Parlamentare per
Egli esprime anche preoccupazioni – sue e del mondo politico italiano – per una modalità di voto che non pare sia la più adeguata a garantirne la trasparenza. “L’attuale sistema, sia pure pensato con le migliori intenzioni – commenta -, ha dimostrato d’essere facilmente manipolabile. Questo rischio è stato messo in evidenza anche in modo alquanto clamoroso. Forse bisognerà tornare a riflettere sull’argomento; proporre modalità di voto che diano maggiori garanzie di trasparenza e siano meno esposte a rischi di brogli”.
D’Alema esclude comunque l’ipotesi di un ripensamento sul diritto di voto degli italiani all’estero. “La maggioranza non mi pare che sia estranea ai pasticci di cui stiamo parlando – rileva. - Quindi sono le persone meno adatte a levare le loro voci. Non mi sembra giusto, e credo che non sia neanche possibile, cancellare un diritto. Certo, lo ripeto, sarà necessario stabilire modalità più rigorose per l’esercizio del voto”.
Minimizza inoltre sui probabili effetti di una riforma costituzionale sul voto all’estero: “Sono abbastanza scettico sul fatto che ci possano essere processi di riforma costituzionale – sostiene sorridendo D’Alema. - Non mi pare proprio che tiri aria di grosse riforme costituzionali nel nostro Paese, se non nei dibattiti. Nel confronto tra le forze politiche non c’è un clima che faciliti questa prospettiva”. Solo nel caso di una riduzione nel numero dei parlamentari ci sarebbe un ritocco proporzionale anche in quello degli eletti all’estero, segnala D’Alema.
“Comunque – aggiunge – non sarei così ottimista sulla possibilità di riforme. Non vedo proposte specifiche in tal senso. E’ invece necessario stimolare l’analisi della modalità del voto, per garantirne serietà e trasparenza”, con una revisione del voto per corrispondenza.
“Sono contrario a cancellare questo diritto – soggiunge –, ma deve essere esercitato con i controlli adeguati per garantire il rispetto della volontà degli elettori”.
D’Alema affronta anche nodi della politica interna italiana, come il ruolo di Fini, il bipartitismo e il proliferare degli scandali; episodi, questi ultimi, che provocano il rischio di una “questione morale” in Italia e devono portarci ad una profonda riflessione – ammette.
Sul fronte estero, l’esponente democratico si sofferma tra l’altro sul ruolo dell’America latina nel nuovo contesto internazionale. Un’area in uscita dalla crisi e con ottime prospettive di sviluppo in cui un ruolo essenziale è rivestito della collettività italiana.
“Tra padri, figli e nipoti siamo 50 milioni di persone – afferma D’Alema. - Le nostre comunità costituiscono un qualcosa di molto importante. Oltretutto sono una quota di popolazione particolarmente attiva. A San Paolo incontrerò una collettività di imprenditori di origine italiana che è tra le più potenti ed importanti del Brasile. Sono convinto che dobbiamo guardare all’America Latina e alle nostre comunità come fattori costitutivi di questa società. Certo – prosegue -, c’è anche chi non ha avuto fortuna, che non ha avuto successo. E va aiutato. A mio avviso il problema fondamentale dell’America Latina sono le grandi disuguaglianze”.
In merito al Venezuela,
infine, D’Alema esprime preoccupazione “per il clima di insicurezza che si vive
nel Paese” e per il fenomeno dei sequestri, degli espropri e delle invasioni
che, purtroppo, spesso coinvolgono anche imprenditori italo-venezolani. (