ASSOCIAZIONI
Dal “Corriere d’Italia”, Francoforte
Prigionieri del silenzio: la stampa italiana ignora i
detenuti all'estero
Mentre per casi come la ragazza americana condannata
per l’uccisione di una coinquilina i media nostrani danno spazio a di
Questa la denuncia di cui ancora una volta si fa portavoce
"Prigionieri del silenzio" (www.prigionieridelsilenzio.it
), associazione presieduta da Katia Anedda, nata proprio
per squarciare il silenzio che troppo spesso avvolge i casi dei connazionali
detenuti all’estero, come appunto Carlo Parlanti, detenuto ad Avenal, Angelo Falcone (India), Liberato P. (Francia). Se
la stampa nazionale dà più spazio al caso Meredith, per Prigionieri del Silenzio,
"ci dovremo davvero vergognare, oltre a sollevare un’adeguata protesta".
E ancora: "mentre trasmissioni come "Matrix"
mandano in onda Alberto Stasi, ora che è riconosciuto innocente, dimostrando
così sensibilità al dolore umano di una condanna ingiusta, non hanno mai voluto
trattare in forma giornalistica seria i nostri italiani, che sono
In attesa di risvegliare l’interesse dei media italiani,
Prigionieri del Silenzio assicura che "farà sempre del proprio meglio per
essere in qualche modo di aiuto a chi soffre oltre confine domestico una giustizia
ingiusta o una lesione di diritti fondamentali.
Ogni contributo che sia di opinione, di qualsiasi collaborazione
o economico regalerà una speranza in più a chi pensa che la solidarietà e la
giustizia sia solo Storia". (Corriere d’Italia/