INFORM - N. 90 - 10 maggio 2010


APPUNTAMENTI

Dal 12 maggio a Roma la mostra di Bruno Caruso “Ritratti italiani”

L’esposizione, che raccoglie oltre 50 opere dell’artista siciliano, è promossa dalla Società Dante Alighieri

 

ROMA – Alle 17,30 del 12 maggio sarà inaugurata a Roma presso la sede della Società Dante Alighieri (Piazza Firenze 27) la mostra di Bruno Caruso “Ritratti italiani”. L’esposizione sarà visitabile fino al 26 maggio dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. La mostra è promossa dalla “Dante” in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Siena. All’inaugurazione interverranno: Marcello Flores D’Arcais, assessore alla Cultura del Comune di Siena; Mauro Civai, direttore dei Musei Civici della città di Siena; Walter Mauro, critico letterario; Natale Tedesco, direttore dell’Istituto di Letteratura Italiana presso l’Università di Palermo; e Luca Bonomi, presidente del Comitato di Siena della Società Dante Alighieri.

Quella ideata e realizzata da Bruno Caruso è un’enciclopedia visiva che illustra e indaga i pregi e i difetti, le virtù e i vizi della storia. Pittori, scrittori, musicisti, intellettuali, uomini politici compongono una ideale galleria di ritratti, a metà tra poesia e cronaca, in grado di riconsegnarci la personalissima mitologia della vita moderna dell’artista: da Antonello da Messina a De Chirico, da Tomasi di Lampedusa a Sciascia, da Alberto Sordi a Marco Ferreri, la mostra restituisce oltre 50 effigi di uomini che hanno contribuito a realizzare quell’idea tutta italiana di cultura. La nota della Dante ricorda inoltre come Caruso, figlio della Sicilia ma viaggiatore instancabile, tra i massimi disegnatori, incisori e illustratori degli ultimi decenni, abbia sempre affiancato alle proprie doti figurative, di una figurazione salda e sinceramente rispettosa della tradizione, l’urgenza d’impegno civile e la volontà di denuncia. Nel registrare le contraddizioni della società contemporanea, tuttavia, il linguaggio di Caruso è raramente spietato e più spesso venato di sottile ironia e di tenace ottimismo. Senza dimenticare i grandi maestri del Rinascimento la sua riflessione si concentra soprattutto sui grandi pensatori e sugli intellettuali del Novecento che ha avuto la fortuna o la sfortuna di incontrare nel suo cammino.(Inform)

 


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