INFORM - N. 89 - 7 maggio 2010


NOVITA’ EDITORIALI

“L’Aquila nel Mondo”, fatti ed eventi della capitale d’Abruzzo

Prossima l’uscita d’un libro di Goffredo Palmerini: le notizie a cavallo del terremoto del 6 aprile 2009

 

E’ in stampa, pubblicato da One Group Edizioni, "L'Aquila nel Mondo" - Notizie, fatti ed eventi prima e dopo il 6 aprile 2009. Maggio 2008 - Dicembre 2009, di Goffredo Palmerini.  La prefazione, di cui qui di seguito pubblichiamo il testo, è di Letizia Airos, direttore del portale multimediale www.i-Italy.org e giornalista di America Oggi, il quotidiano italiano di New York. Per scelta dell'editore, i proventi derivanti dalla vendita del libro saranno destinati all'Istituto Cinematografico dell'Aquila per contribuire al restauro delle pellicole della sua prestigiosa Cineteca danneggiate dal terremoto. L’uscita del volume in libreria è prevista per metà maggio e la presentazione per i primi giorni di giugno.

NEW YORK - La notizia della prima scossa del terremoto per me è passata prima di tutto attraverso Facebook, da L’Aquila a New York. Anzi da Roma - L’Aquila verso New York. Un’amica della capitale mi racconta in diretta la scossa, subito dopo cerco di rintracciare un parente che vive in Abruzzo. L’avevo intravisto collegato poco prima. Guardo, mi accorgo che è interrotto…  Interrotto. 

Ricordo quella notte come se fosse oggi, ho continuato a aspettare diverse ore invano un notiziario Rai che mi aggiornasse. Lo hanno invece fatto le televisioni internazionali e prima di tutto la Rete. E proprio grazie ad Internet, nonostante la distanza, ho sentito quasi fisicamente quelle scosse. In pochi istanti ho ripercorso con la memoria quei luoghi dove mi portava mio padre Nicola.

Ancora oggi, dopo mesi, riferirmi ai quei giorni, e scrivere la prefazione ad un libro intitolato L’Aquila nel Mondo – Notizie, fatti ed eventi prima e dopo il terremoto del 6 aprile 2009, non è facile senza lasciarmi andare a pensieri, ricordi. Viene facilmente meno quel distacco che ogni giornalista deve sapersi imporre e, a dire il vero, fa capolino anche un po’ di rabbia.

Ma sono contenta di scrivere queste righe che accompagnano il lavoro del ‘cesellatore’ Palmerini. Gli scritti che l’impagabile conterraneo ha messo insieme sono stati realizzati e raccolti con la pazienza di un antico artigiano. Usando lo scalpello della sua onesta passione per una comunicazione efficace ed immediata ci dona lo spaccato di un Abruzzo vivo, che non hai mai smesso di respirare. L’Aquila “di prima” guarda con tenacia all’Aquila di “dopo” e mantiene agli occhi di chi legge, nonostante la tragedia che l’ha colpita, tutto l’orgoglio di una terra che non si lascia abbattere mai. Neanche dopo un terremoto.

Il filo rosso che unisce gli articoli raccolti da Palmerini è dunque un Abruzzo che respira, un Abruzzo di persone, uomini e soprattutto donne, giovani, luoghi, chiese, eventi, politiche, sport, che di pagina in pagina stupisce ancora di più perché raccontato a cavallo tra diversi continenti.

Ricevo, come tanti miei colleghi nel mondo, i comunicati, le foto, i video, gli articoli e le segnalazioni di Goffredo Palmerini. Arrivano, tutti i giorni o quasi, e li scorro insieme al mio cappuccino del mattino. Sono sempre stimolanti perché raccolgono contributi eterogenei da tutto il mondo, e chi legge ha la possibilità di trovarvi delle angolature tematiche insospettabili. Si fanno delle vere scoperte.

E devo dire che questo è successo ancora di più nel dopo-terremoto, quando molte sono state le segnalazioni che hanno fatto da contraltare ad un’informazione spesso troppo “istituzionale”, che raccontava più i successi del Governo che le difficoltà e conquiste quotidiane delle persone. Negli articoli che il giornalista abruzzese scrive o propone compare invece soprattutto la vita reale. Anche quelli che a prima vista possono sembrare freddi resoconti nascondono dentro di sé storie vere, piccole o grandi che siano.

Dobbiamo molto a Palmerini noi italiani all’estero. Ci permette uno sguardo, anche disincantato, ad un’Italia spesso imperscrutabile. Come un cesellatore appunto, pian piano, consapevole dell’importanza della tecnologia per fare rete ed informare, ha messo su molto più di un network giornalistico. Ha dato voce e fatto passare voci che sarebbero a volte rimaste poco ascoltate. Lo ha fatto e lo fa sempre con discrezione e con la delicatezza di chi sa proporsi senza essere invadente.

E sfogliando le pagine di quest’ultimo contributo in carta ve ne renderete conto. Testate dall’Argentina, Canada, Messico, Perù, Stati Uniti, Sud Africa, Svizzera... grazie a lui hanno raccontato la sua terra e gente nel mondo. Gli argomenti affrontati sono i più vari: dall’emigrazione alla politica, dalla cultura allo sport, visti fuori dall’Italia ed in Italia. (Letizia Airos)

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