INFORM - N. 89 - 7 maggio 2010


CAMERA DEI DEPUTATI

Discusso dalla Commissione Esteri il decreto legge che rinvia le elezioni dei Comites e del Cgie al 31 dicembre 2012

Gli interventi del presidente Stefani, del sottosegretario Mantica, dei deputati Narducci (Pd) Fedi (Pd), Razzi (Pd), Farina (Pd), Porta (Pd) e Zacchera (Pdl). Entro il 12 maggio la presentazione degli emendamenti

 

ROMA – La Commissioni Esteri della Camera ha avviato la discussione del decreto legge che, oltre a disposizioni urgenti in tema di immunità di Stati esteri dalla giurisdizione italiana, contempla lo spostamento al 31 dicembre 2012 del termine ultimo per l’elezione dei Comites e del Cgie.

Il dibattito è stato introdotto dal presidente della Commissione Stefano Stefani che, in veste di relatore, ha illustrato il provvedimento. Stefani, dopo aver ricordato che gli organi rappresentativi degli italiani all’estero sono oggetto di uno specifico processo di riforma in prima lettura presso il Senato, ha sottolineato come questo rinvio al 2012 giunga dopo una prima proroga di un anno del mandato dei Comites e del Cgie al 31 dicembre 2010. Il relatore ha poi evidenziato come a tutt’oggi siano operativi nel mondo 126 Comites in 38 Paesi: 69 in Europa, 23 in America Latina, 4 in America centrale, 16 in Nord America, 7 in Asia e 7 in Africa.

Stefani ha anche segnalato il dissenso per questa ulteriore proroga espresso dal Cgie nella recente Assemblea plenaria attraverso un apposito ordine del giorno approvato all’unanimità. La questione – ha affermato il presidente della Commissione - pone l’esigenza di contemperare due diversi interessi che non sono però in conflitto: quello degli italiani all’estero a rinnovare i loro organismi per assicurarne la rappresentatività e quello degli stessi connazionali a che tali organismi siano funzionali ed adeguati al nuovo quadro politico-costituzionale derivante dalla presenza in Parlamento dei loro eletti, alcuni dei quali hanno chiesto la chiusura del Cgie.

E’ indubbio – ha proseguito Stefani - che esista al riguardo una doverosa responsabilità parlamentare nell’accelerare il processo di riforma in corso. D’altra parte, votare domani come se niente fosse rischierebbe di compromettere il lavoro sin qui svolto. Il presidente della Commissione ha infine chiesto al Governo di spiegare in maniera più dettagliata le motivazioni di un rinvio così lungo delle consultazioni ed ha preannunciato la presenza nella relazione dell’esecutivo di un altro disegno di legge volto ad omologare la procedura elettorale dei Comites a quella dei parlamentari eletti all’estero.

Il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, nell’auspicare un confronto franco su queste tematiche, ha posto in connessione il provvedimento di rinvio delle elezioni degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero con il progetto di riforma di Comites e Cgie all’esame del Senato. Mantica ha poi evidenziato sia la contrarietà del Governo ad ogni ipotesi che comporti la soppressione dei Comites e del Cgie sia come il progetto di riforma del Cgie, in discussione al Senato, valorizzi il ruolo delle regioni e il dialogo fra i Comites, il Parlamento e lo stesso Consiglio Generale.

Il senatore Mantica ha inoltre ribadito l’impegno del Governo a procedere ad un miglioramento del sistema delle regole del processo elettorale che regolamenta il voto degli italiani all’estero, in termini di trasparenza e correttezza. Dopo aver ricordato che il progetto di riforma degli organi di rappresentanza prevede importanti novità volte a garantire la partecipazione delle donne e dei giovani, il sottosegretario ha spiegato come la scadenza del 31 dicembre 2012, introdotta dal decreto, sia stata individuata attraverso il calcolo dei tempi necessari per il completamento dell’iter parlamentare della riforma di Comites e Cgie.

Il vice presidente della Commissione Esteri Franco Narducci ha rilevato come quest’ultima proroga che, porta ad otto anni il mandato elettivo degli organi rappresentativi degli italiani all’estero, rischi di compromettere definitivamente la vitalità dei Comites e del Cgie che operano grazie alla volontarietà dell’impegno degli eletti. Da Narducci è stato altresì ricordato come il primo rinvio di un anno delle consultazioni, introdotto dall’ordine del giorno presentato dal presidente del Comitato permanente per gli italiani all’estero Marco Zacchera, aveva l’obiettivo di risolvere alcuni problemi finanziari. Il deputato del Pd ha infine proposto, al fine di sollecitare i gruppi parlamentari a procedere speditamente nel processo di riforma e di dare certezze a coloro che al momento ricoprono le cariche elettive presso gli organi di rappresentanza degli italiani all’estero, una proroga delle elezioni limitata al 30 giugno 2011. In pratica sei mesi in meno rispetto alla data stabilita dal governo.

Anche Marco Fedi (Pd) ha posto in evidenza come questa ulteriore proroga delle elezioni  rischi di delegittimare gli eletti dei Comites e del Cgie. Ha inoltre ricordato di aver più volte sollecitato un approfondimento, da parte del Comitato permanente sugli italiani all’estero, dei contenuti della riforma, in corso al Senato, al fine di razionalizzare e accelerare il successivo iter del provvedimento alla Camera. Secondo il deputato sarebbe comunque opportuno procedere in contemporanea al lavoro sulla riforma e al rinnovo nei tempi previsti delle cariche degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero.  

Il deputato del Pd Gianni Farina, dopo aver affermato che gli organi di rappresentanza degli italiani nel mondo hanno ragion d’essere solo se sono in grado di avanzare proposte e se sono ascoltati dal Governo e dal Parlamento, si è detto convinto che, in vista delle prossime elezioni politiche del 2013, un rinvio delle consultazioni dei Comites e del Cgie al dicembre del 2012 comporti il rischio di un’ulteriore proroga delle votazioni all’anno successivo. “Il Cgie – ha poi affermato Farina che condivide l’idea di procedere ad un rinnovo immediato degli organi di rappresentanza – va innovato in modo da promuovere una rete degli organi presenti sul territorio che sia in grado di garantire un legame tra la rappresentanza parlamentare e le comunità degli italiani all’estero”.

Da Farina è stato anche posto in evidenza come la proposta di riforma all’esame del Senato sia destinata a sortire effetti catastrofici, soprattutto per quanto concerne la prevista riduzione del numero dei Comites. Una soluzione che, per il deputato, contribuisce a concentrare i poteri consultivi nelle mani di pochi e a smantellare in modo inesorabile tutto il sistema che si fonda sugli organi consultivi. Farina ha infine prospettato, per contestare questa ulteriore proroga delle consultazioni, le dimissioni in massa degli attuali componenti rimasti in carica negli organi di rappresentanza.

Anche Antonio Razzi (Idv) ha auspicato un rapido rinnovo Comites che dovrebbe avere luogo entro 2010 o al massimo entro il primo semestre del 2011. Razzi ha poi ricordato la sua proposta di legge per la soppressione del Cgie e la necessità di garantire trasparenza alle modalità di voto all’estero tramite l’introduzione del suffragio elettronico.

Il vice presidente del Comitato permanente sugli italiani all’estero Fabio Porta ha sottolineato come la riforma di Comites e Cgie non rappresenti una priorità alla luce di questioni più drammatiche, come ad esempio il taglio dei fondi pubblici apportati ai settori degli italiani all’estero e l’esigenza di un maggior coinvolgimento dei giovani connazionali nel mondo. Porta ha poi evidenziato come il provvedimento del Governo sia errato nella forma - il decreto legge non sarebbe lo strumento più adatto per affrontare la questione - e nel merito, in quanto si prevede un sostanziale raddoppio della durata degli organi elettivi. Il deputato del Pd ha infine rilevato come difficilmente l’approvazione della riforma della rappresentanza potrà avvenire alla Camera in tempi rapidi, essendo il testo unificato adottato dal Senato assai distante dalle proposte di legge presentate presso l’altro ramo del Parlamento.

Dal canto suo Marco Zacchera del Pdl, presidente del Comitato permanente sugli italiani all’estero, si è detto rammaricato per le difficoltà ad operare incontrate del Comitato della Camera a causa della perdurante assenza dai lavori dei deputati di maggioranza. Dopo aver evidenziato l’esigenza che la riforma dei Comites e del Cgie proceda di pari passo, Zacchera ha osservato che il rinvio delle elezioni al 31 dicembre 2012  non dovrebbe comunque precludere la possibilità di indire elezioni, una volta completata la riforma, prima del termine massimo introdotto dal Governo. Un punto, quest’ultimo, su cui il parlamentare del Pdl chiederà all’esecutivo un impegno esplicito tramite la presentazione di uno specifico ordine del giorno. Zacchera si è poi detto d’accordo con quella parte della riforma che propone la riduzione del numero dei Comites ed ha auspicato dei correttivi all’attuale sistema di selezione della rappresentanza degli italiani all’estero, al fine di favorire una maggiore trasparenza e correttezza.  Ha infine chiesto al rappresentante dell’esecutivo se problemi di ordine finanziario abbiano influito sulla decisione di prorogare le elezioni dei Comites e del Cgie.

In sede di replica Mantica ha precisato che i fondi per lo svolgimento delle elezioni sono già stati stanziati e che è attualmente in corso un confronto con il ministero dell’Economia e delle Finanze per disporre il finanziamento anche negli anni successivi. Dopo aver sottolineato come in considerazione dei lunghi tempi trascorsi non sia prospettabile la presentazione alla Camera di un nuovo progetto di riforma degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero difforme da quello definito al Senato, il sottosegretario ha ribadito il favore del Governo alla proroga delle elezioni dei Comites e del Cgie  che, una volta completato l’iter della riforma, potrebbero avere luogo anche prima della data ultima indicata nel decreto-legge.

Il presidente della Commissione, sentiti i rappresentanti dei gruppi, ha infine fissato alle 10 di mercoledì 12 maggio il termine ultimo per la presentazione di emendamenti. (G. M. – Inform)

 


Vai a: