CONGRESSO EUROPEO
SULLE MIGRAZIONI
Incontro a Malaga promosso dal Consiglio delle Conferenze Episcopali
Appello delle Chiese d’Europa sulla mobilità umana
L’intervento di padre Gianromano Gnesotto (Fondazione
Migrantes)
MALAGA - “Vogliamo ribadirvi la nostra fraternità e la
nostra solidarietà” affinché possiate disporre di una “vita più umana e più
degna per voi e per i vostri cari” e “testimoniare che è possibile considerare
la presenza dei migranti in Europa come una carta vincente per il presente e
per l'avvenire”. É quanto si legge nel “Messaggio” che i partecipanti all’VIII
Congresso Europeo sulle Migrazioni, promosso dal Consiglio delle Conferenze
Episcopali d'Europa, a Malaga dal 27 aprile al primo maggio, hanno rivolto alle
Chiese e alle società europee.
Per cinque giorni un centinaio di delegati tra Vescovi,
Direttori nazionali per la pastorale dei migranti (per l’Italia il Presidente
della Commissione CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, mons.
Bruno Schettino e il Direttore dell’Ufficio nazionale immigrati e profughi della
Fondazione Migrantes, padre Gianromano Gnesotto), operatori pastorali hanno
discusso e lavorato sul fenomeno migratorio in Europa scambiandosi esperienze
avviate dalle Chiese sul campo e delineando prospettive di impegno future. Lo
sviluppo della tematica ha seguito un percorso in tre momenti, soffermandosi
sulle sfide poste a tre “istituzioni” che maggiormente sono interpellate dal
fenomeno migratorio. Innanzitutto la famiglia, la cellula base delle nostre
società, per proseguire con le comunità cristiane, realtà sempre più interculturali;
ed arrivare infine alla riflessione sulla realtà sociale più vasta:
“Rifiutando ogni atteggiamento di esclusione, noi vogliamo
dirvi che intendiamo costruire insieme l’avvenire d’Europa”, si legge nel Messaggio
nel quale si afferma che la presenza dei migranti in Europa dev’essere
considerata “come una risorsa per il presente e il futuro”.
“In molti Paesi - si legge nel testo del messaggio -
i migranti apportano un contributo positivo, e non solo economico, alle società
che li sanno accogliere”. Il messaggio sottolinea peraltro che tale presenza
“risveglia paure nelle opinioni pubbliche europee”, sollecitando talvolta “atteggiamenti
di chiusura e di xenofobia, rafforzati dalla crisi economica che stiamo attraversando”.
Prendendo inoltre atto del “pluralismo culturale” creatosi nel vecchio continente,
i partecipanti al convegno sottolineano che “è possibile gestire positivamente
questa situazione di pluralismo mediante l’incontro e il dialogo interculturale”.
“
Il documento specifica che tutte le nazioni devono “impegnarsi
nell’elaborazione di un quadro giusto affinché la dignità umana sia rispettata.
È necessario anche che la comunità internazionale s’impegni a ridurre le cause
di una migrazione forzata”.
Durante il Congresso i partecipanti hanno “ripreso coscienza
insieme della realtà delle migrazioni in Europa”. Si contano oggi 34 milioni
di immigrati, di cui 12 milioni di migranti interni, provenienti dai paesi dell'Unione
Europea. Al di là delle cifre raccolte - scrivono nel documento - misuriamo
il peso della sofferenza, della miseria e dello sconforto portato dai migranti”.
Il messaggio si conclude con un appello: “vogliamo rivolgerci
a voi, fratelli e sorelle migranti in Europa, particolarmente a coloro che vivono
in situazioni precarie. Vi accogliamo perché crediamo che ogni essere umano
abbia il diritto di essere accolto. Non ci importa la vostra origine, la vostra
religione o la vostra cultura: voi siete stimati e amati da Dio. Tutti noi abbiamo
dei doni da scambiare”.
L’intervento di padre Gianromano Gnesotto
“L’urgenza di superare la paura nei confronti delle
migrazioni, che dalle impostazioni delle politiche migratorie nei Paesi europei
si trasmette nell’opinione pubblica, può essere stemperata dalla famiglia ricongiunta
nei territori di accoglienza in quanto ambito principale dove si elabora l’inclusione
sociale”: questa è stata la prima considerazione che padre Padre Gianromano
Gnesotto, Direttore dell’ufficio nazionale immigrati e profughi della Fondazione
Migrantes, ha tenuto nella relazione programmata all’inizio dei lavori dell’VIII
Congresso europeo sulle migrazioni della CCEE. Inoltre, “l’urgenza di disegnare
prospettive per l’Europa delle persone in movimento, trova nella famiglia ricongiunta
nei territori di accoglienza il superamento di almeno due prospettive fuorvianti:
ritenere che l’immigrazione sia un fenomeno temporaneo e che sia un fenomeno
da trattare con una logica emergenziale”.
P. Gnesotto ha anzitutto ricordato i riferimenti essenziali
al diritto soggettivo per la promozione e la tutela della famiglia migrante,
come si trovano nei Trattati internazionali, segnatamente nella Convenzione
europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali
(1950), nella Convenzione sui diritti del fanciullo (1989), e in modo particolare
nell’articolo 10 del Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali
e culturali (1966) in cui si afferma che “La protezione e l’assistenza più ampia
che sia possibile devono essere accordate alla famiglia, che è il nucleo naturale
e fondamentale della società, in particolare per la sua costituzione e fin quando
essa abbia la responsabilità del mantenimento e dell’educazione di figli a suo
carico”. Ne deriva che si può affermare che “riconoscere e proteggere l’unità
familiare come diritto soggettivo, pur con i limiti dettati dall’imprescindibile
esigenza di garantire a coloro con cui lo straniero intende ricongiungersi dignitose
condizioni di vita, è un obiettivo fondamentale della società civile”.
La relazione di P. Gnesotto si è di seguito sviluppata
prendendo in considerazione tre ambiti particolari: figli ed educazione; l’invecchiamento
nella migrazione; conseguenze sociali e politiche dei matrimoni bi-nazionali
e interreligiosi. Una
A conclusione del suo intervento, P. Gnesotto ha richiamato
“la necessaria azione di advocacy, vera e proprio impegno pastorale quando si
tratta di garantire il pieno diritto a formarsi una famiglia e a vivere in famiglia”.(Migranti-press/