CONVEGNI
Accademie, università, fondazioni e politica per la promozione
di lingua e cultura italiana all’estero
Relazioni di rappresentanti del mondo universitario e
accademico e Tavola rotonda sulla “geopolitica della lingua” con parlamentari
eletti all’estero
ROMA –Una serie di relazioni su come oggi viene diffusa
la conoscenza della lingua italiana all’estero – e non solo – e una tavola rotonda
sulla “geopolitica della lingua” hanno concluso il convegno organizzato da Società
Dante Alighieri e parlamentari eletti all’estero e intitolato “L’italiano all’estero:
strategie di promozione e di tutela”.
Ha introdotto le relazioni Nicoletta Maraschio, presidente
dell’Accademia della Crusca, sottolineando “il rapporto molto stretto che intercorre
tra ciò che si fa per promuovere la lingua in Italia e ciò che viene fatto all’estero”
e indicando la necessità di un potenziamento della ricerca scientifica sulla
lingua italiana e di un miglioramento dell’italiano nel linguaggio delle istituzioni.
Tra le iniziative segnalate, il portale REI (Rete di eccellenza dell’italiano
istituzionale) e gli appuntamenti annuali con la manifestazione “Piazza delle
lingue”, intitolata per questa edizione - che si svolgerà a Firenze nella seconda
metà del mese di maggio - “L’italiano degli altri”, contributo al dialogo multiculturale.
Tullio De Mauro, presidente della Fondazione Bellonci
– che organizza ogni anno il Premio letterario “Strega” – ha richiamato nel
suo intervento l’importanza del dialogo tra le istituzioni che concorrono ad
un unico fine come quello della promozione dell’italiano all’estero; mentre
Stefania Giannini, rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, ha sottolineato
il “valore politico del convegno” e la necessità di non “perdere l’ambizione
di promuovere realmente la nostra lingua nel mondo, veicolo indispensabile anche
alla crescita economica”, illustrando i modi attraverso cui le università –
e l’ateneo di Perugia in particolare - possono contribuire e contribuiscono
a questo scopo. Ciò che resta profondamente carente è la capacità del sistema
universitario italiano di attirare studenti stranieri: “sui 2 milioni che decidono
di intraprendere un percorso di studi all’estero, in Italia giungono solo in
“Una politica che non si limiti solo alla promozione
della lingua, ma contribuisca al dialogo con le altre culture” è stata auspicata
da Massimo Vedovelli, rettore dell’Università per stranieri di Siena, che ha
insistito sulla possibilità nel nostro Paese di intraprendere un “plurilinguismo
attivo”, vista la variegata componente linguistica presente dentro e fuori le
università. “Non basta avere un forte capitale - ha aggiunto Vedovelli – ma
occorre saperlo investire, magari pensando alla costruzione di un’industria
della lingua italiana, che pubblichi testi o elabori nuove formule per la promozione
e l’apprendimento linguistico, improntate sui nuovi mezzi di comunicazione”.
Ha insistito sul miglioramento della qualità degli interventi
e sull’incremento delle ricerche scientifiche sull’italiano Serena Ambroso,
responsabile scientifico della certificazione dell’italiano all’Università di
Roma Tre, mentre Costanza Menzinger ha riassunto gli obiettivi del PLIDA (il
Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri) che nell’arco degli ultimi 10 anni
ha più che decuplicato i certificati rilasciati.
Di strategie di intervento per la promozione dell’insegnamento
dell’italiano hanno discusso anche i parlamentari eletti all’estero intervenuti
nel corso della tavola rotonda coordinata dal direttore di Limes Lucio
Caracciolo.
“Accanto alla logica di potenza mondiale, con cui spesso
si ragiona su queste tematiche, esiste, e non va dimenticata, la dimensione
riconducibile all’esistenza delle nostre collettività all’estero – ha detto
Marco Fedi, deputato eletto per il Pd nella ripartizione Africa, Asia, Oceania
e Antartide. Per Fedi è proprio la nutrita presenza dei nostri connazionali
a “spiegare il mistero della così vasta diffusione della lingua italiana all’estero,
alla luce di un contesto contrassegnato da una grave carenza di investimenti
in materia”. “Mi chiedo se sia possibile discutere di una riforma complessiva
e organica del settore – ha aggiunto l’esponente del Pd – con tagli così drastici
alle risorse destinate agli italiani all’estero”. Richiamando l’inserimento
dell’insegnamento dell’italiano nel sistema scolastico australiano, Fedi ha
segnalato che il risultato così ottenuto “si deve in gran parte alle richieste
avanzate dalla nostra collettività”. “Se non riusciremo a lavorare insieme per
un miglior funzionamento del sistema Italia all’estero rischiamo di aggiungere
altro ritardo a quello già accumulato a causa di una classe politica che non
ha saputo rispondere in modo adeguato alle istanze già segnalate dalla collettività”
ha concluso Fedi.
Aldo Di Biagio, deputato eletto per il Pdl nella ripartizione
Europa, ha rilevato le difficoltà a danno della diffusione della lingua italiana
all’estero “anche perché associata a particolari immagini iconografiche e, in
Europa, perché estromessa dalle lingue ufficiali dell’Unione, scelta che incide
sul diritto al pluralismo delle identità culturali”.
“Le statistiche ci confermano che l’interesse per la
lingua italiana all’estero è alto. Esso richiederebbe un’azione più ampia –
ha aggiunto Di Biagio - per soddisfare tutte le richieste, magari valorizzando
alcuni canali come quelli tematici e digitali. Sarebbe auspicabile creare una
rete più articolata e fattiva che coinvolga tutti i referenti del sistema Italia
e che sappia far fronte a tutte le domande che ci provengono dl fronte internazionale”.
L’esponente Pdl ha segnalato l’esistenza in Parlamento di proposte di legge
– alcune presentate dagli stessi eletti all’estero – per riformare e accrescere
il sistema di diffusione della lingua e cultura italiana e l’accesso ad essa
da parte dei discendenti di emigrati che vorrebbero entrare più a stretto contatto
con le loro origini. “Manca una
A rimarcare il carattere unificante della conoscenza
della lingua italiana per il Paese un sondaggio dell’Istituto Piepoli, anticipato
da Nicola Piepoli: su un campione di 500 interviste telefoniche effettuate a
cittadini italiani dai 18 anni in su, il 72% risponde sì alla domanda “La lingua
italiana unifica il Paese?” (per il sondaggio si veda questo numero
Per
I tagli hanno provocato una diminuzione del numero dei
corsi e di quello degli studenti, anche se a risentirne maggiormente è il sistema
nel suo complesso, mentre “il coordinamento degli interventi appare sempre più
indispensabile – ha proseguito Lombardi – alla luce della riduzione dei fondi”.
Segnalata la necessità di coinvolgere nel coordinamento anche le Regioni italiane
all’estero e l’importanza del lavoro degli enti gestori, il cui impegno deve
essere valorizzando anche laddove i corsi sono integrati nei sistemi scolastici
locali.
“Ho l’impressione che gli italiani all’estero siano più
sopportati che supportati dai connazionali in patria – ha affermato Claudio
Micheloni, senatore eletto per il Pd nella ripartizione Europa – e se è vero
che la cultura traccia i confini di un Paese, la mia percezione, in questi 4
anni di attività parlamentare, è che l’Italia sia divenuta un Paese più piccolo”.
Micheloni ha lamentato l’assenza di un confronto congiunto tra Cgie e le due
Direzioni del Mae presenti al convegno (quella per gli italiani all’estero e
le politiche migratorie e
In conclusione, Pier Luigi Vercesi, condirettore di Io
donna-Corriere della Sera, ha sottolineato il grande contributo umanistico
che la cultura italiana può ancora offrire in un contesto globalizzato; Raimondo
Murano, ispettore del Miur, è ritornato sulla necessità di ripensare strategie
di riqualificazione dell’intervento scolastico italiano all’estero, anche rispetto
al calcolo costi-benefici, e ha auspicato la prosecuzione di un tavolo di concertazione
che possa mettere insieme, nella formulazione di proposte, oltre agli attori
istituzionali coinvolti, anche le componenti sindacali.
Anche il segretario generale della Dante, Alessandro
Masi, ha concluso auspicando la realizzazione di una serie di incontri utili
ad una ulteriore riflessione sulla tematica da tutti i punti di vista. (