CONVEGNI
Iniziativa promossa da Società Dante Alighieri e parlamentari eletti all’estero.
A Roma “L’italiano all’estero: strategie di promozione
e tutela”
Intervenuti il sottosegretario Alfredo Mantica e il direttore
generale Dgiepm Carla Zuppetti. I saluti dei rappresentanti di Mae, Miur, Camera
deputati e Unesco. Lavori presieduti da Franco Narducci
ROMA – Le strategie di promozione e di tutela della lingua
italiana all’estero al centro del convegno organizzato stamani a Roma, presso
Un incontro con gli attori istituzionali protagonisti
della diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo per fare il
punto della situazione attuale ed avviare l’elaborazione di nuove e innovative
strategie.
A presiedere il convegno Franco Narducci, deputato eletto
nella ripartizione Europa e vice presidente della Commissione Affari esteri
della Camera, il quale ha ricordato, aprendo i lavori “il potenziale costituito,
per la diffusione della nostra lingua, dal grandissimo numero di connazionali
residenti all’estero”, raggiunto attraverso oltre un secolo di storia migratoria.
“Connazionali che hanno preservato la dimensione comunitaria – segnala Narducci
– proprio grazie alla lingua italiana”. Il vice presidente si chiede se essi,
insieme alle altre realtà coinvolte nella tutela e nella promozione della lingua
– le strutture diplomatico-consolari, gli organismi di rappresentanza dei connazionali
(Comites e Cgie), le scuole italiane, gli enti gestori, le circa 10.000 associazioni
rilevate nell’ultimo censimento elaborato in proposito – “siano in grado di
affrontare le sfide del futuro, di proporre soluzioni e programmi che consentano
in particolare alle giovani generazioni di avvicinarsi alla lingua dei padri”.
Per Narducci, infatti, “nonostante la ricchezza di questo
capitale immateriale, la lingua italiana sta perdendo posizioni nella classifica
delle lingue parlate e studiate all’estero, lasciando spazio a lingue e culture
di Paesi emergenti” sullo scenario internazionale (cinese e arabo, come verrà
ribadito più volte nel corso della mattinata in più interventi). Egli ricorda
che la promozione linguistica “accompagna in tutto e per tutto il sistema economico
del Paese” nella sua proiezione verso l’estero, segnalando la necessità di rilevare
se “le dinamiche di diffusione della lingua nelle nostre collettività all’estero
rispondano a politiche organiche oppure piuttosto ad un pericoloso ripiegamento”
del settore su se stesso, distante dall’articolazione di una strategia sistemica,
più volte richiesta dai parlamentari eletti all’estero, Comites e Cgie.
Narducci evidenzia infine la necessità di una riforma
complessiva del quadro normativo sulla materia “capace di rilanciare le politiche
indirizzate ai connazionali, per fare in modo che in futuro, oltre ai cognomi
italiani, si conservino all’estero l’attaccamento ai valori, alla cultura e
all’identità italiana, veicolati proprio attraverso la conoscenza della nostra
lingua e cultura”.
Un arretramento della capacità di attrattiva esercitata
dalla lingua italiana all’estero – non solo tra i connazionali – viene
segnalata anche da Ornella Scarpellini, dirigente scolastico del Mae che saluta
i presenti in rappresentanza di Valentina Aprea, presidente della Commissione
cultura della Camera dei Deputati. “Un’azione di difesa e tutela della nostra
lingua si sostituisce più spesso alla strategia promozionale. Si tratta di un’azione
conservativa che oggi non basta più – afferma. – La stessa emigrazione italiana
all’estero chiede qualcosa di più, pur nel quadro di ristrettezze economiche
seguite alla crisi finanziaria”.
Un saluto ai presenti anche da parte del presidente della
Società Dante Alighieri Bruno Bottai, che ricorda “il forte elemento di ricerca
identitaria alla base dell’interesse per l’italiano manifestato dai discendenti
degli emigranti provenienti dal Sud America e dagli Stati Uniti”, ma “nuovi
capitoli” e “rinnovate curiosità” per l’Italia manifestano “aree geografiche
lontane, come
L’opportunità di fare il punto sul cammino svolto per
la promozione della lingua italiana all’estero e il tentativo di immaginare
nuovi percorsi di impegno per il futuro vengono rilevati anche dal sottosegretario
al Mae con delega per gli italiani all’estero Alfredo Mantica, che richiama
la domanda di una maggiore conoscenza linguistica e culturale significativamente
formulata dalle giovani generazioni nel corso della Prima conferenza dei giovani
italiani nel mondo.
“Un obiettivo, quello della promozione linguistica e
culturale del nostro Paese all’estero, – ha detto Mantica – che lo stesso Frattini
ha definito primario e fondamentale, per coloro che sono italiani o di origine
italiana, ma anche per coloro che amano l’Italia e la nostra cultura”. Per Mantica,
la promozione linguistica va inquadrata in un “quadro armonico di interventi
di politica culturale condivisa tra le parti e adattata ai diversi contesti
di destinazione”. Tra le azioni da potenziare “un maggior coinvolgimento dei
giovani in Europa affinché essi intraprendano gli studi nel nostro Paese, la
comprensione che l’italiano non è solo un cemento per l’identità nazionale –
prosegue il sottosegretario – ma rappresenta una necessità anche in vista del
miglioramento dei nostri rapporti economici e commerciali, specie con le aree
più vicine, come i Balcani, area strategica prioritaria, e il Mediterraneo”.
Mantica sottolinea poi come sia indispensabile “razionalizzare” le modalità
attraverso cui la lingua italiana viene insegnata all’estero, grazie ad accordi
stipulati con le istituzioni scolastiche locali – e che hanno dato risultati
soddisfacenti, come a Wolfsburg (in Germania) o in Svizzera – oppure considerando
specifiche esigenze, come quella dei Paesi anglofoni extraeuropei, con una forte
e tradizionale presenza italiana, “in cui occorre far conoscere l’Italia contemporanea,
oltre che la nostra lingua”. Importanti, oltre alla qualità degli interventi,
il raccordo con le Regioni, la formazione degli insegnati, il miglioramento
del sistema delle certificazioni, “la consapevolezza delle scelte didattiche
degli insegnanti, l’utilizzo delle nuove tecnologie e il proseguimento dei rapporti
interunivesitari”.
Il direttore generale per gli italiani all’estero e le
politiche migratorie del Mae, Carla Zuppetti, ha ricordato l’importanza del
quadro normativo per gli interventi di promozione e tutela della lingua tra
gli italiani all’estero rappresentata dalla legge 153 del 1971, “oggi vetusta,
- ha detto - ma che ha saputo dimostrarsi quanto mai flessibile alla prova dei
fatti, evitando sovrapposizioni e consentendo interventi misurati alla diversità
dei contesti geografici”. Carla Zuppetti ha ricordato che sono circa 24.000
i corsi d’italiano attivati all’estero nell’anno scolastico 2008-09, per un
totale di circa 410.000 studenti, “cifre che indicano il peso degli interventi
– afferma, pur con una diminuzione rispetto agli anni precedenti, visti i tagli
del capitolo di bilancio ad essi destinato. Tagli che hanno spinto il Mae ad
“un riassetto degli interventi – ha proseguito
Per
L’impegno per l’inserimento della lingua italiana nei
programmi curriculari degli istituti scolastici di molteplici Paesi esteri è
stato ribadito da Anna Piperno della Direzione generale per gli ordinamenti
scolastici del Miur. “Occorre verificare però di volta in volta la flessibilità
o meno dei diversi sistemi scolastici e formulare programmi in grado di competere
con le seconde lingue tradizionalmente più studiate in loco – afferma. Tra gli
ultimi accordi siglati, quello con
Si sofferma sulla tutela della diversità linguistica
Lucio Savoia per