INTERVENTI
Gianni Farina (Pd) sul rinvio delle elezioni di Comites
e Cgie
“Nei disegni del governo un eterno rinvio. Si tenta di
vanificare con una controriforma l’esperienza partecipativa e democratica degli
italiani nel mondo”
ROMA - “Il rinvio delle elezioni dei Comites e, conseguentemente, del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, al più tardi entro il 31 dicembre del 2012, approvato dal Consiglio dei Ministri con un Decreto Legge il 23 aprile scorso, è un atto talmente incredibile, e persino difficilmente criticabile, nel contesto di una normale razionalità esplicativa”. Inizia così l’intervento del deputato del Pd Gianni Farina, eletto nella ripartizione Europa, sul decreto del Governo che posticipa al 31 dicembre 2012 il termine ultimo per il rinnovo degli organi di rappresentanza dei nostri connazionali nel mondo.
Farina lancia inoltre un appello “a respingere la singolare opportunità di ‘restare in sella’ per altri tre anni, prevedendo, eventualmente, anche la possibilità di dimissioni in massa dagli organismi. E un messaggio chiaro lo rivolgo al sottosegretario Mantica: la nostra dignità e la nostra storia valgono molto di più di un regalo avvelenato”.
“La scusante è nota: - prosegue Farina contestando le motivazioni addotte per il rinvio delle consultazioni - la necessità del riordino delle leggi istitutive degli organismi democratici degli italiani all’estero. Ma quale necessità? L’attuale legge dei Comites è straordinariamente innovativa e moderna; alla legge del Cgie, in seguito alle elezioni dei Parlamentari residenti all’estero, bastano pochi e significativi aggiornamenti da introdurre attraverso la collaborazione tra il Cgie e il Parlamento. Il riordino dall’alto, senza tenere conto dell’esperienza storica dell’emigrazione, è un’offesa per le lotte, la crescita democratica e la capacità propositiva in materia di leggi riguardanti la comunità italiana nel mondo.
Secondo il deputato del Pd il rinvio delle elezioni dei Comites e del Cgie rappresenta dunque un attacco alle rappresentanze democratiche degli italiani all’estero che mira ad allentare la tensione partecipativa e che giunge dopo le “cannonate distruttive” inflitte ai finanziamenti pubblici delle attività dell’Italia all’estero, alla rete consolare, ai fondi per la stampa italiana all’estero, senza dimenticare il clamore negativo del caso “Di Girolamo”.
“La proposta di riordino legislativo di Comites e Cgie, presentata al Senato, - spiega Farina - è la sintesi di una strategia politica: drastica riduzione degli organismi rappresentativi (sessanta, settanta nel mondo) per impoverirne la rappresentanza sul territorio, e presidenti di Comites nella doppia funzione di governatori consolari del nulla e rappresentanti di un fantomatico Consiglio degli italiani nel mondo. Sono solo alcune perle di un disegno devastante. Una controriforma restauratrice in linea con l’accentramento dei poteri in poche mani, in Italia e all’estero”. La cultura dell’uomo solo al comando.
Secondo
Farina, bene ha fatto il segretario generale Elio Carozza, nella recente
sessione primaverile del Cgie, ad indicare, con le manifestazioni di Francoforte
del 28-29 maggio, la via maestra della mobilitazione e della protesta. (