INFORM - N. 87 - 5 maggio 2010


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Articolo-intervista di Carmelo Vaccaro (Saig) per La notizia di Ginevra e La pagina di Zurigo

Antonio Razzi a Ginevra

La città elvetica ha ospitato il III Forum Parlamentare sulla Società dell’informazione

 

GINEVRA - Dal 3 al 5 maggio scorso a Ginevra si è svolto il III Forum Parlamentare sulla Società dell’informazione. Il parlamentare eletto nella circoscrizione Europa, On. Antonio Razzi, in rappresentanza dell’Italia e in quanto membro dell’Unione Interparlamentare è intervenuto sul tema concernente la crescita economica e le opportunità sociali create dalla liberalizzazione delle telecomunicazioni. Di seguito parte dell’intervento dell’On. Razzi.

“Oggi la società fonda la maggior parte dei rapporti interpersonali, compreso l'assetto socio-produttivo sull'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.

Per poter rispondere ai continui cambiamenti del mercato e delle sue esigenze in un  ambiente sempre più dinamico come quello odierno, dove bisogna gestire situazioni di grande complessità,  prendere decisioni velocemente richiede la possibilità di disporre di tutte le informazioni necessarie in tempi rapidi, il che è possibile solo se si è dotati di un sistema informativo tecnologico in grado di rendere disponibili le informazioni in tempo reale.

L'utilizzazione diffusa degli strumenti per lo scambio e il trattamento di transazioni e documenti digitali unitamente allo sviluppo delle reti aperte costituisce il modo per migliorare la qualità della vita dei cittadini e la competitività del sistema economico.

La liberalizzazione delle telecomunicazioni potrebbe portare ad una collaborazione veramente internazionale, e non soltanto a livello di Unione Europea, essa potrebbe significare uno scambio di saperi e di culture con risultati entusiasmanti.

L'adozione di alcune nuove tecnologie è assolutamente indispensabile affinché lo sviluppo e la comunicazione sia possibile in tutti i settori, sia nelle pubbliche amministrazioni, imprese, banche, consumatori e sia nelle attività produttive di erogazione dei servizi pubblici e privati.

La TIC ( Tecnologia dell’informazione e della comunicazione) può essere considerata dunque una risorsa essenziale in tutti i settori, all'interno dei quali diventa sempre più importante riuscire a gestire in maniera rapida, efficace ed efficiente il volume crescente di relazioni.

 Proprio per questo motivo la TIC va considerata come arma strategica in grado di mettere a disposizione dati e informazioni qualitativamente celeri e  migliori nell'ambito dei rapporti, i quali  possono  essere d’aiuto a ridefinire i contatti con  cittadini ,clienti, fornitori e altre organizzazioni.

L’analisi delle modifiche della società indotte dallo sviluppo tecnologico genera comunque visioni ottimiste e pessimiste e cercare di capire se la rivoluzione dell'informazione sia l'inizio di un ciclo secolare di trasformazione reale del mondo, oppure altro non sia che il riemergere di una voglia di controcultura non è cosa facile.

L'innovazione tecnologica è basata sullo studio e sulla conoscenza, dunque  il presupposto di base dovrebbe essere costituito dalla consapevolezza che la conoscenza e il progresso sono  beni pubblici su cui ogni Parlamento deve investire.

Con l'intento di superare le barriere derivanti dai vari standard  in uso nei vari Paesi, in futuro mi auguro che le risorse scientifiche e culturali che ora sono concentrate, possano essere messe a disposizione di tutta la collettività mondiale”.

In questa occasione la S.A.I.G. ha incontrato l’On. Razzi per porgli alcune domande sulle novità dell’attualità parlamentare concernente gli italiani all’Estero.

On. Razzi, vorremmo conoscere la sua opinione sulla ristrutturazione consolare ed in particolare la chiusura, ancora non decisa, del Consolato di Ginevra o Losanna?

Io personalmente non vedo la necessità di chiudere uno di questi due consolati, semplicemente perché non è il momento. Necessita maggiormente una riflessione approfondita di quello che si vuole fare in futuro. Si è arrivati ad un buon punto nell’informatizzare l’amministrazione compreso i consolati, ultimamente la posta elettronica certificata, ma questo processo è lungo e complicato per molti italiani. Sulla questione quale consolato chiudere, su quello di Ginevra non se ne dovrebbe nemmeno discutere, non solo per la concentrazione notevole di italiani ma anche perché a Ginevra, con tutte le Organizzazioni Internazionali, c’è un movimento mondiale per cui la presenza di un Consolato italiano si rivela indispensabile oltre che un simbolo di prestigio. Inoltre, si rivela necessario tenere aperto il Consolato di Losanna anche perché sede olimpica, oltre ad  essere un Consolato che copre quasi tutta la Svizzera Romanda.

A Lucerna mi sono battuto per non far chiudere il Consolato e siamo riusciti ad avere il Consolato onorario di cui, non tocca ne discrimina l’emigrazione italiana. L’italiano all’estero vuole un servizio con il contatto umano e, diciamoci la verità, le vecchie generazioni di connazionali quando entrano in Consolato hanno l’impressione di sentirsi più vicino all’Italia e questo non gli si può togliere.

Cosa ci può dire su questa chiacchierata riforma del voto all’estero che fa fatica a decollare e di cui, ancora una volta, sono state rinviate le votazioni del Com.It.Es. e del C.G.I.E.

Come è stato annunciato dal Sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, si è data un’ulteriore proroga di due anni di cui in tanti, compreso il sottoscritto, siamo contrari. Spero che in questi due anni si faccia una riforma adeguata e definitiva. La mia proposta di legge in proposito per abolire il C.G.I.E. (Consiglio Generale degli Italiani all'Estero) parla chiaro. Con i 18 parlamentari eletti all’estero, il ruolo del C.G.I.E. è diventato superfluo, tra l’altro non è eletto dai nostri connazionali.

L’interlocutore dei 18 parlamentari deve essere l’unico organo eletto dai cittadini italiani all’estero che è il Com.It.Es. ( Comitato degli italiani all’Estero). Tramite gli Intercomites di ogni nazione di cui, una o due volte  l’anno si riuniscono con i parlamentari eletti, per discutere delle esigenze dei nostri connazionali all’estero, così facendo si valorizzano i Com.It.Es e si risparmiano 3 milioni di Euro. Tanto è il costo per il mantenimento del C.G.I.E., cifra che potrebbe essere investita per la promozione della lingua e cultura italiana nel mondo, che porta ricchezza e turismo per il nostro Paese. Iniziamo a collaborare seriamente con le Istituzioni per vedere le reali esigenze dei nostri connazionali ed il C.G.I.E. non è una necessità. (Carmelo Vaccaro*- La notizia di Ginevra-La pagina di Zurigo/Inform)

*Coordinatore Saig-Società delle Associazioni Italiane di Ginevra  

 

 


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