ITALIANI ALL’ESTERO
Da
Ital-Uil Argentina
Nuovo “esperimento” con i pensionati italiani
all’estero
Situazione dei pensionati italiani e gli
“esperimenti” dell’Istituto Centrale delle Banche Popolari
BUENOS AIRES - Sempre più sono i problemi e le difficoltà per quelle persone che percepiscono un beneficio italiano all’estero. Dalla burocrazia dell’INPS all’inesperienza delle entità bancarie conformano un quadro non molto incoraggiante se consideriamo l’età media dei pensionati.
Molti pensionati stanno ricevendo una lettera dell’ICBPI - Istituto Centrale delle Banche Popolari Spa -, sebbene sia scritta in spagnolo ed italiano, lo stile in cui è stata redatta la rende praticamente incomprensibile per la gran maggioranza dei beneficiari, che come ben si sa, sono persone anziane.
Tutti noi sappiamo
delle condizioni d’insicurezza che soffre la nostra società ed in particolare
gli anziani. Non è comprensibile come
Ma andiamo a quest’ultima lettera su Western Union. È un procedimento normale che l’Italia esiga almeno una volta l’anno che i beneficiari si presentino in banca per certificare l’esistenza in vita.
D’altra parte,
si sono messe in evidenza nuovamente le negligenze tra le entità paganti, prodotto
di un’improvvisazione allarmante. Per esempio,
Se per esempio un nome coincide in italiano con lo spagnolo: esempio Angela ma a quella persona le hanno aggiunto il cognome da sposata nemmeno riscuote.
Consultata la banca italiana ICBPI ci ha risposto che “il cassiere che ha un dubbio chiami al 0039 06 45485591/ 691 e chieda chiarimenti”. Realmente incredibile che un cassiere, dinanzi ad ognuna delle situazioni che sono molte, chiami per telefono in Italia. La verità, è indignante e questo mette in evidenza il poco interesse nel voler trovare una soluzione.
Altra situazione,
la direttiva che ha
Ancora una volta dinanzi ad ogni innovazione si generalizza il caos. Si dimenticano dell’età media dei nostri pensionati e delle loro difficoltà. Sembrerebbe essere che vogliono solo risultati senza importare le confusioni generate.
Tutta quest’amara e sfortunata situazione lascia bene in chiaro l’alto livello d’inefficienza e disinteresse da parte dell’entità bancaria italiana, ma soprattutto quelli che ne “pagano” le conseguenze sono i beneficiari. È imprescindibile che la smettano di “sperimentare” e si applichino soluzioni concrete.
Siamo coscienti
della delicata situazione economica che soffre l’Italia, ma come dicono molti
specialisti, il taglio di per sé non è garanzia d’efficienza. Che si cerchino
soluzioni “più economiche”, ma che non si pregiudichino le persone, ossia, che
il taglio non si trasmetta alla gente ed in questo caso, alla comunità italiana
all’estero. (José Tucci e Leonardo Olivieri/