INFORM - N. 87 - 5 maggio 2010


ESTERI

Ad Ancona Frattini presiede il XII Consiglio dell’Iniziativa Adriatico Ionica

Verso la macro regione Adriatico-Ionica in una strategia europea

 

ROMA - La proposta italiana per la creazione di una regione europea Adriatico-Ionica: è il tema al centro dei lavori del XII Consiglio dell’Iniziativa Adriatico Ionica (Iai) che si svolge oggi 5 maggio ad Ancona, presieduto dal ministro degli Affaru Esteru Franco Frattini. Alla riunione prendono parte i ministri degli Esteri di Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Montenegro, Serbia, Slovenia ed il vice ministro degli Esteri della Grecia.

L’incontro di Ancona, che avviene nel decennale della prima riunione svoltasi anch’essa nel capoluogo marchigiano, rientra nell’ambito delle iniziative intraprese nell’ultimo anno dall’Italia in favore dei Balcani occidentali, in appoggio al cammino dei Paesi della sponda orientale dell’Adriatico, non ancora membri dell’Ue, verso l’Europa.

La riunione del Consiglio rappresenta dunque - spiega la Farnesina - il momento di verifica della possibilità di coagulare il consenso dei membri dell’Iai e dare così l’avvio ad un processo politico per il lancio di una strategia europea per la regione Adriatico-Ionica, in analogia con quanto al UE ha fatto,a d esempio, in favore del Baltico.

Il bacino adriatico-ionico presenta tutti i requisiti per configurarsi come macro regione che valorizzi ed attinga alle diverse esperienze di cooperazione transfrontaliera che già interessano l’area: Iniziativa Adriatico-Ionica, Programma Ipa di cooperazione trasfrontaliera ‘’Adriatico’’, Euroregione Adriatica, per citare quelle più significative dove c’è il contributo italiano. Quanto ai contenuti da definire con gli altri Paesi, il modello Baltico e le altre esperienze in essere, suggeriscono quali possibili aree tematiche quelle dell’ambiente, i trasporti, la gestione delle coste, la pesca, le PMI, il turismo, gli scambi culturali ed il rafforzamento della cooperazione istituzionale.

La macro regione potrebbe porsi come interlocutore regionale nei confronti di raggruppamenti analoghi operanti intorno al Mar Baltico e al Mar Nero, stringere rapporti più stretti con i Paesi del Partenariato Orientale, sviluppare sinergie con la costituenda strategia europea per il Danubio. (Inform)

 


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