INTERVENTI
Del presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
Lucio Toth: I giuliani e i
dalmati nel 150° dell’Unità d’Italia
ROMA - La cerimonia di apertura, a Quarto, alla presenza
del Capo dello Stato, delle manifestazioni previste per il 150.mo dell’Unità
d’Italia vede gli Esuli istriani, fiumani e dalmati
idealmente presenti nel nome della fedeltà all’Italia, per amore della quale
tutto hanno sacrificato con l’esodo dalla Venezia Giulia e dalla Dalmazia al
volgere della seconda guerra mondiale.
Il sentimento che ha animato i volontari giuliani e dalmati
delle guerre d’indipendenza si conserva intatto nell’animo degli Esuli che ne
discendono e si riassume nelle idee di libertà e di giustizia, nei sentimenti
di italianità degli istriani, dei dalmati e dei fiumani
negli anni del Risorgimento: quegli stessi che animarono nei volontari il generoso
disegno di unificazione della Nazione libera ed indipendente si sono riverberati
negli italiani dei territori ceduti al momento drammatico della scelta dell’esilio.
Gli Esuli dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia condividono
lo spirito e l’intento della ricorrenza, che non ha e non può avere un significato
meramente formale.
Ben consapevoli delle sfide che l’evoluzione storica
pone oggi alla comunità nazionale, i giuliani e i dalmati rilevano come il lungo
silenzio sulle vicende del confine orientale italiano alla fine della Seconda
guerra mondiale sia stato il segno di un ritardo culturale dell’intero Paese
e della sua evoluzione politica, dal Risorgimento alla moderna democrazia. Ma
non di meno confermano il loro impegno nella società civile nel nome della unità
e della solidarietà nazionali, con l’auspicio che una migliore articolazione
di tipo federalistico restituisca all’Italia lo slancio e le risorse per rinsaldare
la sua imprescindibile coesione interna e confermare il suo ruolo nel complesso
scenario
internazionale. (Lucio Toth*/
*Presidente Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia