INFORM - N. 86 - 4 maggio 2010


ITALIANI ALL’ESTERO

Comites di Liegi: “Gli italiani si oppongono categoricamente alla chiusura del Consolato”

L’invito a “partecipare numerosi” alla manifestazione del 7 maggio

 

LIEGI – Il Comites di Liegi e Lussemburgo, presieduto da Domenico Bontempi, rinnova l’invito a “partecipare numerosi” alla manifestazione generale che si svolgerà venerdì 7 maggio alle ore 10 dinanzi al Consolato italiano a Liegi  (Place Xavier Neujean) (v. Inform n. 71 http://www.mclink.it/com/inform/art/10n07127.htm ). La manifestazione è stata indetta per protestare contro la chiusura, entro il prossimo ottobre, del Consolato generale alla quale “gli italiani di Liegi si oppongono categoricamente”. Quello di Liegi, segnala il Comites, “è il più grosso Consolato d'Europa minacciato di chiusura”. Il Consolato di Liegi ha effettivamente 65.000 iscritti regolarizzati e 20.000 in via di regolarizzazione per un totale di 80.000 italiani.

Il Comites - che scende in campo insieme al Comitato di Coordinamento contro la chiusura del Consolato di Liegi e a “tutte le forze vive della regione” - nella sua nota contesta i dati comunicati a Roma da funzionari Mae. “L'ambasciatore ha affermato che la sede di Charleroi può assorbire quella di Liegi, logisticamente la sede di Charleroi è la metà di quella di Liegi; il sindaco di Liegi Willy de Meyer ed il governatore della Provincia Michel Forêt, in delegazione all'Ambasciata di Bruxelles, hanno proposto ufficialmente di pagare le spese di affitto della sede di Liegi”, ricorda il Comites.

“Prima di parlare di chiusura è necessario darne ragioni valide e reali” protesta il Comites di Liegi , rilevando che “l’ipotetico Consolato digitale, che in termini chiari si limita alla distribuzione via etere di alcuni certificati, non è sufficiente a chiudere il Consolato di Liegi” . Inoltre, prosegue la nota, “nell'ipotesi, è necessario avere informazioni certe sulle eventuali date e procedure decise e sui tempi in cui saranno realizzate”.

“Che ne sarà degli archivi dei connazionali di Liegi e quando e dove saranno disponibili?” chiede il Comites. Ricordando che l'Elicai, ente gestore dei corsi di lingua e cultura italiane di Liegi “è l'unico in Belgio a rimanere in vita nonostante i tagli irrazionali praticati dal governo” e che esso “continua a resistere contro tutto e contro tutti”.

E “che ne sarà dei connazionali che attualmente sono assistiti dall'ufficio sociale del Consolato di Liegi? Dovranno andare a Charleroi per ricevere un assegno di 25 euro? Questo anche considerando il netto taglio dei contributi assistenziali agli enti di assistenza riconosciuti”.

Ancora, “perché continuare a rinviare le elezioni dei Comites e del CGIE anche se per legge erano da fare l'anno scorso? Lo Stato – rimarca il Comites - non può pretendere il rispetto delle leggi se Lui stesso non le rispetta”. Inoltre, “che ne è della stampa all'estero ? L'Italia non è un paese isolato dal resto del mondo e gli italiani hanno il diritto di ricevere notizie dall'estero” .

E’ proprio “per avere risposte certe e precise” su queste problematiche che il Comites sollecita la partecipazione dei connazionali alla manifestazione del 7 maggio. (Inform)  

 

 


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