ITALIANI ALL’ESTERO
Comites di Liegi: “Gli italiani si oppongono
categoricamente alla chiusura del Consolato”
L’invito a “partecipare numerosi” alla manifestazione
del 7 maggio
LIEGI – Il Comites di Liegi
e Lussemburgo, presieduto da Domenico Bontempi, rinnova l’invito a “partecipare
numerosi” alla manifestazione generale che si svolgerà venerdì 7 maggio alle
ore 10 dinanzi al Consolato italiano a Liegi (Place
Xavier Neujean) (v.
Il Comites - che scende in campo insieme al Comitato di Coordinamento
contro la chiusura del Consolato di Liegi e a “tutte le forze vive della regione”
- nella sua nota contesta i dati comunicati a Roma da funzionari Mae.
“L'ambasciatore ha affermato che la sede di Charleroi
può assorbire quella di Liegi, logisticamente la sede di Charleroi
è la metà di quella di Liegi; il sindaco di Liegi Willy de Meyer
ed il governatore della Provincia Michel Forêt, in
delegazione all'Ambasciata di Bruxelles, hanno proposto ufficialmente di pagare
le spese di affitto della sede di Liegi”, ricorda il Comites.
“Prima di parlare di chiusura è necessario darne ragioni
valide e reali” protesta il Comites di Liegi , rilevando
che “l’ipotetico Consolato digitale, che in termini chiari si limita alla distribuzione
via etere di alcuni certificati, non è sufficiente a chiudere il Consolato di
Liegi” . Inoltre, prosegue la nota, “nell'ipotesi, è necessario avere informazioni
certe sulle eventuali date e procedure decise e sui tempi in cui saranno realizzate”.
“Che ne sarà degli archivi dei connazionali di Liegi
e quando e dove saranno disponibili?” chiede il Comites.
Ricordando che l'Elicai, ente gestore dei corsi di
lingua e cultura italiane di Liegi “è l'unico in Belgio a rimanere in vita nonostante
i tagli irrazionali praticati dal governo” e che esso “continua a resistere
contro tutto e contro tutti”.
E “che ne sarà dei connazionali che attualmente sono
assistiti dall'ufficio sociale del Consolato di Liegi? Dovranno andare a Charleroi per ricevere un assegno di 25 euro? Questo anche
considerando il netto taglio dei contributi assistenziali agli enti di assistenza
riconosciuti”.
Ancora, “perché continuare a rinviare le elezioni dei
Comites e del CGIE anche se per legge erano da fare l'anno
scorso? Lo Stato – rimarca il Comites - non può pretendere
il rispetto delle leggi se Lui stesso non le rispetta”. Inoltre, “che ne è della
stampa all'estero ? L'Italia non è un paese isolato dal resto del mondo e gli
italiani hanno il diritto di ricevere notizie dall'estero” .
E’ proprio “per avere risposte certe e precise” su queste
problematiche che il Comites sollecita la partecipazione
dei connazionali alla manifestazione del 7 maggio. (