INFORM - N. 86 - 4 maggio 2010


INTERVENTI

Antonio Razzi (IdV) a Ginevra per il III Forum parlamentare sulla società dell’informazione

 “Studio e conoscenza, alla base di ogni innovazione tecnologica, sono beni pubblici su cui ogni Parlamento deve investire”

 

GINEVRA – Antonio Razzi, deputato eletto per IdV al Parlamento italiano nella ripartizione Europa, interviene oggi pomeriggio sul tema della crescita economica e delle opportunità sociali generate dalla liberalizzazione delle telecomunicazioni a Ginevra, nell’ambito del III Forum parlamentare sulla società dell’informazione.

Razzi è stato invitato quale membro dell’Unione interparlamentare a partecipare all’evento, in corso sino al 5 maggio, dal segretario generale dell’Unione Anders B. Johns, dal vice segretario delle Nazioni Unite Sha Zukang e da Hamadoun Touré, segretario generale dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT).

Nel suo intervento il rappresentante italiano segnala l’importanza di intensificare l’uso degli strumenti tecnologici per incidere sulla “comprensione dell’Europa, contribuendo all’illustrazione dei benefici che quotidianamente derivano in capo ai singoli cittadini dall’integrazione europea”.

“La liberalizzazione delle telecomunicazioni potrebbe portare ad una collaborazione veramente internazionale, e non soltanto a livello di Unione Europea – afferma Razzi. - Essa potrebbe significare uno scambio di saperi e di culture dai risultati entusiasmanti, in grado di potenziare e migliorare la qualità della vita dell’uomo”.

L’esponente IdV definisce l’utilizzo di alcune nuove tecnologie “assolutamente indispensabile affinché lo sviluppo e la comunicazione sia possibile in tutti i settori, sia nelle pubbliche amministrazioni, imprese, banche, consumatori e sia nelle attività produttive di erogazione dei servizi pubblici e privati”.

Tecnologia dell’informazione e della comunicazione che Razzi considera “un’arma strategica in grado di mettere a disposizione dati e informazioni qualitativamente celeri e  migliori, utili a ridefinire i contatti con cittadini, clienti, fornitori e altre organizzazioni”.

“L’'innovazione tecnologica è basata sullo studio e sulla conoscenza, per cui il presupposto di base dovrebbe essere costituito dalla consapevolezza che la conoscenza e il progresso sono beni pubblici su cui ogni Parlamento deve investire – rileva Razzi. 

“Con l’intento di superare le barriere derivanti dai vari standard  in uso nei diversi Paesi, in futuro mi auguro che le risorse scientifiche e culturali, che ora sono concentrate, possano essere messe a disposizione di tutta la collettività mondiale, - egli conclude - la quale potrà gestire quantità sempre maggiori di informazioni in modo progressivamente più efficace, efficiente e tempestivo”. (Inform)

 


Vai a: