INFORM - N. 85 - 3 maggio 2010


PRIMO MAGGIO AL QUIRINALE

Napolitano: “Rinnovato impegno per la dignità, la sicurezza e lo sviluppo del lavoro”

 

ROMA - "Il 1° maggio è la Festa dei lavoratori di ogni parte d'Italia, di ogni età, condizione e categoria". Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della celebrazione del 1° Maggio al Quirinale. "E' certamente anche una giornata di riflessione e di impegno".

"Sappiamo - ha sottolineato il capo dello Stato - che quella del 1° maggio è una tradizione che nasce, 120 anni orsono, in modo drammatico, che per lunghi periodi viene contrastata e repressa con metodi autoritari e perfino nel sangue, ma che nel nostro paese esce confermata e rafforzata dalla lotta antifascista e dal processo costituente. E mi auguro che le giovani generazioni sappiano raccoglierla anche nei suoi tratti festosi, in forme, s'intende, corrispondenti a nuovi costumi individuali e collettivi.

Ora, che l'insorgere di situazioni economiche difficili e complesse determini stati d'animo diffusi in termini di disagio e di preoccupazione per i lavoratori e per i giovani in cerca di lavoro, non toglie che il 1° maggio costituisca l'occasione per esprimere la forte consapevolezza e fierezza del mondo e del valore del lavoro, che hanno in effetti conosciuto - per effetto di trasformazioni sociali e culturali non sempre positive - ingiuste mortificazioni in tempi recenti

"L'articolo 1 della nostra Costituzione - che pone il lavoro a fondamento della Repubblica - non è un residuato post-bellico di singolare marca italiana. Quel valore - ha ribadito il Capo dello Stato - è la chiave dell'economia sociale di mercato cui la più recente e attuale Carta di principi e di indirizzi dell'Unione Europea - il Trattato di Lisbona - áncora il progetto dell'Europa unita".

Il presidente ha definito "un bel segno quello che danno i segretari delle maggiori Confederazioni sindacali celebrando insieme il 1° maggio a Rosarno. Quindi, lo ripeto per l'ennesima volta, nessun allentamento dell'impegno più severo per garantire la sicurezza e la vita sul lavoro. E così, anche, un rinnovato impegno per contrastare in tempi di crisi l'estensione dell'economia sommersa, con tutto il suo corredo di illegalità e di effetti perversi, e per disboscarla sistematicamente ed energicamente".

Napolitano si è quindi rivolto ai giovani che gli indirizzano degli appelli: "Posso solo dire che sono vicino e ho in mente le loro condizioni e le loro ansie, quando nell'ambito del mio ruolo, che non è un ruolo di governo, mi esprimo sui temi della politica economica e sociale".

Il capo dello Stato, dopo aver ricordato che su alcuni temi si è recentemente espresso chiedendo alle Camere con messaggio motivato una nuova deliberazione sulla legge in materia di rapporti di lavoro, ha chiarito che è ora "in attesa della conclusione del riesame parlamentare in corso: apprezzerò vivamente ogni riscontro positivo alle osservazioni da me formulate, ma astenendomi doverosamente da ogni commento e giudizio e procedendo quindi - come la Costituzione tassativamente prescrive, anche se qualcuno mostra di ignorarlo - alla promulgazione della legge nella nuova versione approvata dalle Camere". (Inform)

 


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