POLITICHE SCOLASTICHE
E CULTURALI
Riuniti a Trieste rappresentati di istituzioni e autorità scolastiche per
iniziativa del Collegio del Mondo unito dell'Adriatico e della Regione Friuli
Venezia Giulia.
Istruzione forza per unire i popoli dell'area adriatica
TRIESTE - Un appello ai governanti europei, nazionali
e regionali affinché l'istruzione venga considerata una forza fondamentale per
unire i popoli dell'Area Adriatica. E’ stato lanciato da rappresentati
delle istituzioni e delle autorità scolastiche, da presidi, insegnanti e studenti
riuniti a Trieste per iniziativa del Collegio del Mondo unito dell'Adriatico
e della Regione Friuli Venezia Giulia.
Come ha spiegato l'ambasciatore Gianfranco Facco Bonetti, presidente del Collegio
dell'Adriatico (uno dei 13 esistenti al mondo), le scuole giocano un ruolo strategico
nello sviluppo delle comunità locali e l'appello nasce dalla convinzione che
un più intenso scambio di esperienze e conoscenze tra studenti e docenti dell'area
possa dare impulso anche alla collaborazione politica e istituzionale.
Ne documento si legge che “i giovani rappresentano una
delle maggiori risorse e investire in sistemi educativi avanzati, basati su
una piattaforma comune, offrirà un'occasione unica per una maggiore unità dell'Area
adriatica, con una comprensione condivisa delle sue diverse identità culturali”.
Non a caso accanto ai ragazzi del collegio dell'Adriatico, erano presenti coetanei
del Collegio di Mostar e di un liceo del Montenegro.
All'incontro ha partecipato, in rappresentanza della
Regione Friuli Venezia Giulia, l'assessore a istruzione e cultura, Roberto Molinaro, che, ha definito importante il confronto e ha insistito
sul concetto di istruzione quale motore dello sviluppo.
Per Molinaro il Collegio dell'Adriatico
rappresenta “un'eccellenza di cui siamo orgogliosi”. Pertanto “vorremmo che
esso potesse essere punto di riferimento per iniziative di respiro internazionale
perché in questa regione, fondatrice di Alpe Adria e promotrice dell'Euroregione
adriatica, parlare di Europa è scontato”. E se, infatti, la vocazione
internazionale è “trasversale rispetto a buona parte delle attività istituzionali
dell'Amministrazione regionale”, la modifica della Carta costituzionale del
2001, che attribuisce maggiore responsabilità alle Regioni in tema di istruzione,
consente anche una collaborazione con il Collegio per delineare nuovi scenari,
per dar vita a buone pratiche, da estendere al resto del sistema educativo,
caratterizzato ormai dalla tendenza a sviluppare competenze piuttosto che saperi
specifici, e prossimo alla riforma della suola superiore. (