ITALIANI ALL’ESTERO
Fabio Porta (Pd): Task force,
i dati forniti dalla Farnesina confermano che in Brasile l’operazione non ha
ottenuto i risultati attesi
Il deputato ribadisce le preoccupazioni espresse nella
sua interrogazione al ministro degli Esteri
ROMA - I dati
forniti dal direttore generale per gli italiani nel mondo del Ministero degli
Esteri, ministro Carla Zuppetti, confermano - secondo l’on. Fabio Porta (Pd),
vice presidente del Comitato permanente della Camera sugli italiani all’estero
- le preoccupazioni espresse attraverso una apposita interrogazione parlamentare
presentata pochi giorni fa.
“Le tabelle
fornite dal Ministero confermano e anzi rafforzano la mia denuncia: nonostante
la ‘task force’ fosse stata pensata e finanziata per
ridurre il grande arretrato di domande per il riconoscimento della cittadinanza
italiana (soprattutto in Brasile) oggi la situazione continua grave e gli squilibri
causati dalla concentrazione dell’arretrato si sono semmai acuiti”.
“Altro che
cattiva interpretazione dei dati – aggiunge il parlamentare eletto in America
Meridionale – I consolati italiani in Argentina hanno evaso quasi l’80% delle
istanze individuali giacenti al 31 dicembre del 2008, mentre le rispettive rappresentanze
consolari in Brasile non sono state in grado alla stessa data di eliminare nemmeno
il 30% dell’arretrato”.
“Ad ogni ‘nuovo
cittadino’ italiano in Brasile ne corrispondono due in Argentina, a conferma
del divario in crescita tra i due grandi Paesi sudamericani in relazione alla
collettività di origine italiana”.
“L’operazione
‘task force’ per essere efficace – continua Porta
– deve concentrarsi e affrontare le situazioni più complesse e difficilmente
risolvibili con l’ordinaria amministrazione, oggi non più in grado nemmeno di
garantire servizi efficienti e adeguati a quella che si potrebbe considerare
la più grande comunità di italo-discendenti al mondo.”
“Nel corso
della recente riunione dell’Intercomites a Brasilia
e del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero a Roma avevo rinnovato tale
appello e ribadito la mia forte preoccupazione sull’andamento dell’operazione
e sulla lentezza dei suoi risultati in Brasile. Se non si procede
immediatamente al rifinanziamento dei contratti per i digitatori
nei consolati dove maggiormente si concentra l’accumulo di pratiche avremo perso
del tempo e delle risorse preziose”.
“Tutto ciò
– secondo l’on. Porta - in un clima generale di crescente insofferenza verso
la cittadinanza ‘ius sanguinis’,
che i nostri consolati in Sudamerica asfissiati dalle crescenti difficoltà economiche
vedono sempre più come un inutile carico di lavoro e non come una possibile
opportunità di rafforzamento strategico della nostra presenza nel continente”.
“Un clima che
le ripetute di