CONFERENZA
CONSIGLI EUROPEI RESIDENTI ALL’ESTERO
Gli interventi di Franco Narducci
e Claudio Micheloni, eletti al Parlamento italiano
nella ripartizione Europa
Narducci invita al rafforzamento dell’UE, mentre
Micheloni conclude i lavori della mattinata: “Difficile far comprendere l’importanza dei
parlamentari eletti dai connazionali all’estero al Paese di origine, ma tutti
insieme ci possiamo riuscire, anche in Europa”
ROMA – Tra gli interventi che si sono succeduti nel corso
della mattinata di oggi nell’incontro dei Consigli dei cittadini europei residenti
all’estero anche quello di Franco Narducci e Claudio
Micheloni, rispettivamente deputato e senatore eletti
nella ripartizione Europa al Parlamento italiano.
Il vice presidente della Commissione Esteri
Franco Narducci ha sottolineato come nell’odierno villaggio
globale sia “necessario e urgente il rafforzamento della coesione
e dello spirito unitario dell’Unione Europea”. Dopo aver ricordato la difficile
crisi economica della Grecia, Narducci ha paragonato la costruzione europea ad “una
casa messa su mattone dopo mattone che ora però, una volta che il tetto è stato
costruito, deve confrontarsi con la stanchezza dei suoi cittadini”. Secondo
il deputato del Pd vi è inoltre l’esigenza di rilanciare la costruzione
europea attraverso una politica comunitaria che si sviluppi nell’ambito sociale,
della cittadinanza e della relazione fra Paesi.
“La libera circolazione delle persone nell’Unione europea
- ha spiegato Narducci - è stata una grande conquista,
soprattutto dal punto di vista del lavoro e delle condizioni salariali. Valori
importanti che dobbiamo difendere”. Il deputato ha infine auspicato la
costruzione di un Europa che guardi alla “società cognitiva e
che quindi sappia investire, rivolgendosi al futuro, sui giovani e sulla ricerca”.
Affidate a Claudio Micheloni, vice presidente
in Senato del Comitato per le questioni degli italiani all’estero, le conclusioni
della mattinata a Palazzo Madama.
“Ciò che mi ha colpito dei vostri interventi, specie
per la situazione che riscontriamo noi eletti all’estero qui in Italia oggi,
- ha detto Micheloni – è l’emergere di un problema
di fondo comune a noi tutti e molto sentito: la necessità di far capire a coloro
che condividono con noi le aule parlamentari che la nostra presenza in esse
è importante più per l’Italia che per i connazionali che noi rappresentiamo”.
“Per far comprendere questa realtà in modo efficace credo sia importante lavorare
tutti insieme – ha detto l’esponente del Pd, segnalando quanto la questione
sia essenziale anche per l’Europa nel suo insieme.
Ricordando un suggerimento avanzato da Mirko Tremaglia,
principale sostenitore delle legge per il diritto di voto all’estero, oggi presente
al Senato, Micheloni ha segnalato l’importanza di
stabilire un dialogo con i circa 400 parlamentari di origine italiana eletti
nei rispettivi Paesi di residenza, per “poter utilizzare queste forze come strumenti
di una diversa politica estera del nostro Paese”.
Micheloni auspica che la prossima riunione possa
essere organizzata dal Parlamento europeo presso la sede di Bruxelles
e poi “girare negli Stati membri per far capire alle forze politiche nazionali
dell’Unione l’importanza della costruzione e del mantenimento di questi raccordi,
così che si possano valorizzare correttamente le collettività che abbiamo sparse
in tutto il mondo”. (