MONDO SCALABRINIANO
Renato Zilio: “Parole di augurio”
LONDRA - Non avere paura ad affrontare un nuovo anno e i momenti duri,
difficili della tua esistenza. Non abbatterti e sappi attraversarli, andare
oltre con passo deciso.
Ti renderanno forte, dentro.
E questo sarà l’altro volto della vita: oltre alla sua bellezza c’è la sua durezza,
da non maledire, ma da attraversare semplicemente... Fa crescere il senso del
noi, dell’essere insieme con altri pur nella differenza di età, di origine,
di punto di vista. Impara ad agire in un insieme, in cui nessuno sia escluso.
Non seguire l’istinto identitario del clan, del gruppo chiuso, delle relazioni
esclusive, dove l’alterità e il suo valore sono mortificati o sconfitti. Perderesti
il valore del deserto, spazio grandioso, infinito, e il suo vero tesoro: l’ospitalità
per chiunque.
Una città si osserva da tre
punti di vista essenziali: da dentro, da fuori, dall’alto. Essi sono tutti ugualmente
importanti. Non ridurti, allora, al tuo unico sguardo anche se all’interno stesso
delle cose o nel cuore della situazione, perché altri luoghi di osservazione
saranno preziosi, complementari. L’alterità degli altri ti farà crescere in
sintesi, in complessità e in apertura di orizzonte.
“La tua differenza è la mia ricchezza”. Impara
a vivere questa splendida e difficile verità. Sarà come la forza di un atomo,
l’energia che sconvolgerà ogni sistema, ogni chiusura e ogni sicurezza identitaria.
Siamo così abituati a ripetere dentro di noi: La tua differenza mi fa paura
e, in fondo, non la tollero!
Tu, invece, riponi la differenza
su un piatto d’argento, mettila in onore, coltiva la curiosità e l’empatia,
che sono segno vivo di intelligenza. Perché l’intelligenza è la disponibilità
a trovarsi sempre sulla pista di decollo pronto a partire, a scoprire, non rinchiuso
in una torre d’avorio, sazio di nozioni o di te stesso da soffocare ogni nuova
idea che incontri... Impara a leggere - al di là dei libri - le persone, le
situazioni o le novità. Non essere fondamentalista senza saperlo, ripetendo
ciò che si è imparato chissà quando con atteggiamenti o modi di vedere, di fare,
di ripetere ormai privi di vita… Saresti, allora, un cembalo vuoto, buono per
altri tempi. Osserva la vita prima di tutto, apri gli occhi. E poi scrutala,
discerni in essa i segni di Dio o quelli del male.
La vita scorre sotto il tuo
sguardo con forme nuove, più sottili o più perverse di esclusione, di erosione
dei valori, nel negare l’alterità, nel banalizzare la differenza, nell’assolutizzare
un’unica idea. Oppure il tuo vivere quotidiano ti presenta situazioni belle
ed emergenti, solidarietà nuove e impensate, ponti insperati e provvidenziali...
Allora, avrai il gusto di
riconoscere il senso degli avvenimenti, degli atteggiamenti o degli interrogativi
che incontri. Sarà, in fondo, una feconda originalità, che in te sa ancora vedere
la verità e costruire la comunione. Sul tuo volto, allora, si potranno leggere
la gratuità, l’apertura e la disponibilità: una giovinezza, in fondo, che sa
vivere in te anche dopo un lungo cammino. (Renato Zilio*, da “Parole dal deserto” Edizioni Paoline, Milano 2009/
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Missionario a Londra