STAMPA ITALIANA
ALL’ESTERO
Da “
Il Comites Fiume non dovrebbe
sparire. Potrebbe “allargarsi” a tutto il Paese
Fa breccia l'appello di Radin,
Chiusano e Scandroglio
FIUME - “Non cancellare i piccoli Comites”.
È stato questo l’accorato appello lanciato alle autorità di Roma da Furio Radin, Niccolò Chiusano e Massimo
Scandroglio in rappresentanza dei tre Comites di Fiume, Monaco e San Marino. L’appello ha fatto
seguito alla preoccupazione di venire privati, a causa della riforma, dei rispettivi
Comites.
Nella missiva inviata alle autorità e agli esponenti
politici di Roma è stata manifestata la forte preoccupazione che i tre Comites “possano scomparire nella loro forma attuale, limitandosi
a divenire non più espressione reale dei cittadini italiani residenti ma, nella
migliore delle ipotesi, un ente designato dalle rappresentanze diplomatico-consolari.
Si perderebbe in questo caso quell’alto valore di rappresentanza che, in un
paese democratico, può prioritariamente dare un elezione a suffragio universale”.
Nell’appello è stato evidenziato che la situazione dei cittadini italiani di
Croazia, Monaco e San Marino è talmente singolare che difficilmente può essere
considerata “allo stesso modo di tutti gli altri Paesi del mondo. In tutte le
tre singolari realtà che ci ospitano la tradizione e la cultura italiana è talmente
presente, la nostra lingua quotidianamente utilizzata e la percentuale di italiani
così elevata, che non abbiamo potuto non trovarci allineati tra di noi”.
Il testo della proposta di legge, per sommi capi, recepisce
le istanze contenute nell’appello. Infatti “al fine di tutelare i Paesi con
collettività di minore entità è istituito un Comitato in ciascun Paese nel quale
risiedano almeno cinquemila cittadini italiani. Il Comitato ha sede nella circoscrizione
diplomatico-consolare nella quale risiede la collettività italiana più numerosa”
.
Inoltre nei Paesi “in cui non è possibile procedere all’elezione
dei Comitati, con decreto del ministro degli Affari esteri sono istituiti Comitati
aventi gli stessi compiti di quelli elettivi”.
Da rilevare, infine, che, sempre stando alla proposta,
oltre “ai membri eletti di cittadinanza italiana, possono far parte del Comitato,
per cooptazione, cittadini stranieri di origine italiana che abbiano contribuito
a conferire particolare prestigio alla comunità italiana di riferimento”. (