MONDO SCALABRINIANO
Migranti da altre terre
LONDRA - La
porta della chiesa degli italiani in Brixton
Road era già aperta da tempo, quando le cinque del mattino si mettevano a
scoccare pigramente. Ormai a pochi giorni dal Natale vedevi già arrivare le prime
ombre e non ti sembrava vero... Affrettate o lente, infagottate dal freddo, talmente
rigido da bloccare perfino l’Eurostar in mezzo alla Manica, sembravano le sagome dei pastori di
Betlemme. Entrano nella nostra chiesetta devotamente come fosse un santuario:
è per vivere quello che da secoli si celebra nella loro terra, la messa del parto. Un’antichissima tradizione
dell’isola di Madeira.
Così, in modo
popolare, negli ultimi nove giorni prima del Natale, si accompagnano alle prime
luci dell’alba i nove mesi di gravidanza di Maria. Poi, tra canti dall’antica
aria di berceuse o preghiere adattate
all’occasione una Madonna sorridente vi accoglie, avvolta da una grandioso e rotondo
manto azzurro, che nasconde la sua santa gravidanza. Una delicatezza d’obbligo.
Infine, un concerto di campanelli dove ognuno porta il suo da casa scatena gioioso
il canto finale. Ed è forse per ricordare quella strana abitudine di chi a Madeira
sul finire della notte esce da messa, andando a suonare tutti i campanelli delle
porte. Atto di coraggio o di insolenza chissà, ma la fede in questa bella occasione
tutto perdona. È ora di risvegliarsi, in fondo, pare esserne il senso. “È
passata a nuttata!” esclamerebbe De Filippo con tutti i suoi grandi sottintesi...
Il Natale è alle porte.
D’altronde,
non pare vero che una chiesa frequentata per decenni da italiani qui a Londra
sia ora diventata la culla di secolari tradizioni di altri emigranti. Trasformatasi,
in fondo, in casa comune accoglie anche
altre genti, altre culture. Alla sera, così, con il simbang gabi, la lunga e luminosa novena
dei filippini, si vive la medesima attesa. Viene, allora, spontaneo ammirare una
chiesa gremita con tutto un popolo che canta alla portoghese o in tagalog, coltiva altre tradizioni, vive
sensibilità religiose differenti, affezionandosi tanto alla Madonna da contarne
perfino i giorni che mancano al parto! Ed è quella attenta apprensione che si
porta da noi per una giovane mamma.
Finita la messa
mattutina, con i campanelli che risuonano ancora in testa, ecco i nostri personaggi
da presepio trasformarsi completamente. L’aria è ormai improntata alla festa.
Dopo poche ore di sonno, svegliatisi nel cuore della notte, erano venuti da tutte
le parti di Londra, ma non solo per una messa... La tradizione vuole altro! Un
forte liquore dolcissimo a base di arance passa di mano in mano e risveglia la
gola di ognuno, mentre dolciumi di ogni genere ne accompagnano il profumo, intanto
in cucina la cangia con carne di pollo
bolle in un pentolone da caserma pronto a scaldarvi lo stomaco. La fisarmonica
ed altri strumenti tradizionali, allora, risvegliano la voce e una bella nostalgia
per la propria terra. Per almeno un paio d’ore canti profani e canti religiosi
si mischiano tra di loro come gli alimenti dolci o salati, ma il prodotto finale
ne è sempre uno solo. Uno spirito di forza e di comunione che qui ti sembra impensabile.
Sì, tra gente emigrante. Ed è allora che ti pare proprio di essere a Betlemme
in una notte stellata tra pastori. Dove lo stare bene insieme, in compagnia, è
la conquista più grande dell’uomo.
E da che mondo
è mondo, a pensarci bene, è proprio vero. (Renato Zilio*-
* Missionario scalabriniano a Londra al Centro interculturale
Scalabrini di Brixton Road